Alla Gmg di Cracovia “sono i giovani la vera notizia!”

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GMGDi Daniele Rocchi

Cracovia, si parte! La capitale mondiale della Divina Misericordia, la città del fondatore delle Gmg, san Giovanni Paolo II, aspetta circa due milioni di giovani. Questa la stima del Comitato organizzatore locale che conferma: dopo i polacchi, i giovani più numerosi saranno quelli provenienti dall’Italia. Facile attendersi, allora, una Cracovia tinta di azzurro come nella migliore tradizione delle Gmg. E come sempre accade la spedizione dei giovani italiani è tra le più organizzate, grazie all’impegno messo in campo dalla Conferenza episcopale italiana. “Sarà così anche in Polonia – conferma don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile (Snpg) – dove arriveranno circa 90mila nostri giovani, un numero analogo a quello della Gmg di Madrid 2011. Un aumento vertiginoso di iscritti si è registrato in questo ultimo mese. I primi partiranno dal 20 luglio. I giovani saranno accompagnati dai loro educatori e soprattutto dai loro vescovi.

A Cracovia i vescovi italiani saranno ben 130, il numero più alto mai registrato in una Gmg esclusa quella di Roma 2000”.

La presenza azzurra potrebbe aumentare ancora, visto che il Comitato organizzatore polacco ha lanciato il 1 luglio il sistema “last minute” rivolto a coloro che hanno deciso di iscriversi solo adesso (ma non oltre il 22 luglio). “Si tratta di una modalità inedita – ammette il sacerdote – che mostra la difficoltà dei giovani a decidere per tempo. Questo aspetto deve interpellare anche il nostro modo di fare pastorale tra le nuove generazioni”.

L’impegno della Cei. Lo sforzo organizzativo della Cei ruota intorno a “Casa Italia”, situata al centro di Cracovia (Via Bernardynska, 3), che, spiega don Falabretti, “sarà un posto familiare dove ritrovarsi, un punto di riferimento per chi si sente perso, una tappa di sosta per i giovani disabili, un luogo dove circolano informazioni, si ritirano materiali, ci si ristora e si fa festa. Anche per i vescovi. Nell’ampio cortile sarà disponibile una rete wi-fi per consentire ai giovani di comunicare più facilmente con i loro familiari e amici rimasti a casa”. Dentro Casa Italia, inoltre, si svolgeranno catechesi e le messe dei gruppi, mentre la cappella al suo interno sarà un luogo di preghiera sempre aperto. Verrà, tra le altre cose, allestita una postazione per il Consolato italiano nel caso che qualche pellegrino smarrisca documenti e per ogni altra necessità. “L’allestimento di Casa Italia prenderà il via l’11 luglio – dichiara don Falabretti – il 18 dovrebbe essere pronta per ricevere il personale legato agli uffici. Domenica 24 mattina, monsignor Nunzio Galantino, Segretario generale della Cei, celebrerà nella chiesa dei Bernardini, una messa di inaugurazione”. Altra iniziativa messa in campo dalla Cei, attraverso la Pastorale giovanile, riguarda la carta prepagata “Enjoy Gmg 2016” da usare in Polonia che permette ai pellegrini di convertire la valuta Eur/Złoty a un tasso di cambio agevolato, e senza ulteriori commissioni (www.ubibanca.com/gmg-2016). La quasi totalità degli italiani prenderà parte anche ai “Giorni nelle diocesi” (20-25 luglio), vale a dire i gemellaggi diocesani che fanno da corollario alla Gmg. Tutti o quasi i nostri pellegrini si recheranno al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, che Papa Francesco visiterà il 29 luglio. Altro appuntamento cardine dei giovani azzurri a Cracovia sarà il 27 luglio, giorno del pellegrinaggio giubilare al Santuario della Divina Misericordia, luogo che tante volte ha ospitato San Giovanni Paolo II, con l’attraversamento della Porta Santa. Alle 16.30 è prevista la celebrazione della messa nella spianata del santuario cui seguirà la festa degli Italiani che promette grandi sorprese musicali. Al termine della festa i giovani consegneranno in dono alla Chiesa polacca, i simboli della Gmg, la Croce e l’icona della Madonna.

“Raccontate i giovani! “Tutto è pronto. Gli zaini sono quasi chiusi. Ma in quello di don Falabretti c’è ancora spazio per una speranza che è un appello ai media, anche cattolici: “Non è una questione di numeri.

vorrei che la Gmg fosse raccontata stando in mezzo ai giovani. Sono loro la notizia.

Il programma papale lo conosciamo e possiamo seguirlo anche da casa. Ma chi racconta di questi giovani? L’immagine più suggestiva che si ha delle Gmg è quella presa dall’elicottero che immortala i milioni di giovani della celebrazione finale.

Ecco, scendiamo dall’elicottero e stringiamo l’obiettivo verso quei giovani, mostrandone i volti e le storie. Sono le loro storie che ti rimandano a un mondo più grande di quella spianata. Cerchiamo di capire questi giovani e vedere quello che si portano dentro. Altrimenti il rischio è raccontare la Gmg come un rito sempre uguale a se stesso.

In gioco c’è anche un’Europa che cambia. Venticinque anni fa eravamo a Czestochowa, il muro era appena caduto e il mondo stava cambiando, era ricco di speranze. Venticinque anni dopo, c’è la Gran Bretagna che se ne va e c’è un mondo pieno di incertezza che pervade i nostri giovani. Raccontare la Gmg è raccontare i giovani”.

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