I primi 40anni del gruppo Agesci San Benedetto 1

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13466281_1333759469985705_1335739974471006923_nSAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il gruppo Agesci San Benedetto del Tronto 1 ha raggiunto il traguardo dei 40anni, questo compleanno è stato festeggiato a conclusione dell’anno di attività lo scorso giugno presso la parrocchia della Ss. Annunziata dove da qualche anno il gruppo svolge le sue attività.  La data di nascita risale all’ottobre 1975, anni particolari e difficili per la storia italiana, nel clima di paura e amarezza degli anni di piombo è nata questa proposta per donare ai ragazzi speranza nel futuro. I fondatori sono stati Giuseppe Bachetti e Giampiero Antonielli e la moglie Renata Passerini, seguiti poi da Federico Quondamatteo e la moglie Dora Spazzafumo.

Proprio Renata Passerini, una delle fondatrici del gruppo, ci racconta come è iniziata questa avventura e quale era la proposta.

Il primo campo estivo degli esploratori si è svolto nell’estate del 1976 a S. Rufina presso Valle Castellana, mentre i lupetti erano a Capricchia (RI). Poi le attività fatte sono state molte con lo scopo di vivere la proposta dello scoutismo. Si approda in questa associazione perché si sente il desiderio di mettersi in cammino, di partire e cercare di “lasciare il mondo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato” (come ci insegna il fondatore Baden Powell) attraverso la semplicità del metodo scout, scoprendo la vera felicità nel dono di se stessi agli altri.

Quanto importante è stato mettersi al servizio dei ragazzi?

Giochiamo fino in fondo nel gioco della vita, offrendo non i ritagli di tempo ma noi stessi e la nostra vita per educare i ragazzi insieme alle loro famiglie. Il nostro scopo è quello di indicare ai ragazzi delle strade, dei sentieri e delle piste con valori veri ed eterni, educandoli ad uno ad uno nella ricerca personale della felicità, aiutati dalle famiglie e dalla Divina Provvidenza. È importante che ognuno faccia la sua parte nel gioco per costruire qualcosa di bello.

Festeggiare i 40anni è stato un bel traguardo, occasione anche per fare memoria della strada fatta

Il tema di questo festeggiamento ha preso spunto da una frase del fondatore Baden Powell: “Da un piccolo seme un grande albero”. Le nostre origini ci ricordano infatti come all’inizio il gruppo era formato dalla squadriglia Lupi, un piccolo gruppo di ragazzi, a cui poi si sono aggiunte le Aquile, mentre il branco era composto da 5 sestiglie. Per San Benedetto fu una grande novità vedere tutti questi ragazzi in pantaloni corti e cappellone e i lupetti con cappellino verde. Molti capi si sono avvicendati nel gruppo, curando la propria formazione di educatori e in alcuni anni i censiti sono arrivati anche a 150. Nel frattempo in diversi anni, molte persone di buona volontà sono arrivate da Grottammare, dai Sacramentini, da Spinetoli e da Acquaviva, negli ultimi anni da Monteprandone: dunque davvero possiamo dire che da un piccolo seme può nascere una grande famiglia scout. Alcuni ex capi del San Benedetto 1 successivamente hanno ripreso la loro passione scout dando vita ad altri gruppi scout come il CNGEI e il gruppo di Martinsicuro 1.

 Quali sono stati i momenti più significativi della celebrazione del 40°?

Forse i momenti più coinvolgenti sono stati quelli dell’alzabandiera, che ci ha riportato ai semplici riti scout di una volta ma soprattutto la gioia degli incontri, gli abbracci con vecchie e nuovi compagni di viaggio, con i quali abbiamo condiviso il cammino scout, occasione di crescita nella vita e nella fede. La celebrazione è stata uno dei momenti fondanti perché interamente curata dai ragazzi del reparto che con impegno hanno cercato di farci vivere il mistero eucaristico partecipando con canti e preghiere e simboli, nel più classico stile scout. Durante la celebrazione del 40° anniversario abbiamo ricordato anche coloro che ci hanno preceduto presso la casa del padre ma che ci accompagnano ancora con la loro testimonianza di servizio: Giampiero e Nello capi scout, Sergio ed Elisa esploratore e guida, Grazia scolta del Clan Fuoco, e ancora padre Ubaldo Sorbi primo fondatore e padre Luigi Foresi nostro assistente ecclesiastico.

Qual è il suo augurio per il futuro del gruppo Agesci San Benedetto 1?

L’augurio è che il gruppo possa continuare a crescere e che gli stessi ragazzi che ne fanno parte siano consapevoli di appartenere ad una grande comunità, sempre pronta a sostenerli. Il noviziato ha iniziato a sentirsi parte della parrocchia inaugurando un piccolo ma significativo angolo preghiera, dedicato alla SS. Annunziata, Nostra Signora della Strada come ricordano gli scout, che ci accompagna e ci precede nel seguire le orme del figlio Gesù. Ma in particolare per la festa organizzata il 18 giugno c’è da ringraziare gli attuali capi del SBT 1 con i capigruppo Laura Curzi e Luigi Ferrari, per il tanto lavoro svolto. Una festa bellissima, specialmente perché hanno coinvolto i ragazzi, dai più piccoli ai più grandi, impegnati ciascuno in un servizio adeguato alla loro età, per accogliere, coinvolgere e far sentire tutti parte di un’unica comunità.

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