“Grazie del viaggio in Armenia. In Georgia e Azerbaigian per incoraggiare la pace”

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Papa e PatriarcaZenit

Nel corso dell’udienza generale giubilare, Papa Francesco ha ripercorso la sua recente visita di tre giorni in Armenia, del 24-26 giugno. L’Armenia – ha detto – è “la prima nazione ad avere abbracciato il cristianesimo, all’inizio del quarto secolo. Un popolo che, nel corso della sua lunga storia, ha testimoniato la fede cristiana col martirio”.

Il Pontefice ha reso grazie a Dio per questo viaggio e si è detto “vivamente grato al presidente della Repubblica Armena, al Catholicos Karekin II, al Patriarca e ai Vescovi cattolici, e all’intero popolo armeno per avermi accolto come pellegrino di fraternità e di pace”.

“Fra tre mesi – ha poi ricordato Francesco – compirò, a Dio piacendo, un altro viaggio in Georgia e Azerbaigian, altri due Paesi della regione caucasica. Ho accolto l’invito a visitare questi Paesi per un duplice motivo: da una parte valorizzare le antiche radici cristiane presenti in quelle terre – sempre in spirito di dialogo e con le altre religioni e culture – e dall’altra incoraggiare speranze e sentieri di pace”.

“La storia – ha aggiunto – ci insegna che il cammino della pace richiede una grande tenacia e dei continui passi, cominciando da quelli piccoli e man mano facendoli crescere, andando l’uno incontro all’altro. Proprio per questo il mio auspicio è che tutti e ciascuno diano il proprio contributo per la pace e la riconciliazione”.

“Come cristiani siamo chiamati a rafforzare tra noi la comunione fraterna, per rendere testimonianza al Vangelo di Cristo e per essere lievito di una società più giusta e solidale”, ha infine sottolineato il Santo Padre. “Per questo tutta la visita è stata condivisa con il Supremo Patriarca della Chiesa Apostolica Armena, il quale mi ha fraternamente ospitato per tre giorni nella sua casa”.

In conclusione, un “abbraccio” a vescovi, sacerdoti, religiose e religiosi e a tutti i fedeli in Armenia. “La Vergine Maria, nostra Madre – è stata la preghiera del Papa – li aiuti a rimanere saldi nella fede, aperti all’incontro e generosi nelle opere di misericordia”.

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