Diocesi, conclusi gli esercizi spirituali della Comunità diaconale

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Diaconi Diaconi2Di diacono Giovanni Bettone, foto Imbrescia Emanuele

DIOCESI – Nella quiete silente dei monti della Laga, nel silenzio romito di antiche mura claustrali, nell’accogliente Convento di Santa Caterina delle suore Benedettine di carità, in Scai di Amatrice, si sono svolti dal 23 al 26 giugno gli esercizi spirituali della Comunità diaconale.

I diaconi, sotto la sapiente guida dell’assistente spirituale della comunità, p. Silvano Niccoli, sacramentino, sono stati invitati a riflettere sulla propria chiamata alla fede: in ascolto della Sua presenza per comprendere la Sua volontà nell’oggi.

Gesù invita l’uomo a stare con Lui e a parlare con Lui.

Il progetto di Dio diventa, allora, luce al cammino nelle diverse scelte di vita.

Avendo come sfondo le parole di p. Francesco “Abbiamo sempre bisogno di contemplare il mistero della misericordia. È fonte di gioia, di serenità e di pace. Misericordia: è l’atto ultimo e supremo con il quale Dio ci viene incontro. Misericordia: è la legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita. Misericordia: è la via che unisce Dio e l’uomo, perché apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato” (Misericordiae Vultus, n.2), p. Silvano ha approfondito la tematica relativa alle opere di misericordia, soffermandosi in particolare su due di quelle spirituali: “consigliare i dubbiosi” e “consolare gli afflitti”.

Chiamati ad essere presenza, ed anche soccorso alla fatica di vivere, in tutte quelle situazioni nelle quali non si è più in grado di sentire la bellezza della voce di Dio, affermiamo la necessità di entrare in relazione con la persona e divenire il buon samaritano che si ferma e si prende cura del fratello.

Consigliare i dubbiosi diventa allora vivere un’alleanza per la vita, è porsi accanto, è ascoltare, è proporre piste da percorrere insieme con il passo dell’altro, è prendere per mano, coinvolgendosi personalmente, cercando insieme le risposte.

Consolare gli afflitti diventa, invece, concretezza di chi si china sulla sofferenza, abbattendo le barriere dell’indifferenza, è vicinanza silenziosa, è rispetto della dignità dell’altro nella consapevolezza che è Dio che dona la consolazione nello Spirito.

Gli esercizi spirituali della comunità diaconale sono stati, poi, arricchiti dalla presenza del Vescovo, mons. Carlo Bresciani, che ha condiviso la mensa eucaristica, donando una sapiente riflessione sulla vocazione del cristiano, pronta risposta dell’uomo alla chiamata di Dio: seguire Cristo è disponibilità completa alla sequela lasciandosi condurre dal Signore senza pregiudizi o chiusure.

L’impegno ad essere testimoni di una presenza suggella il percorso di questi giorni, e mentre si chiude l’antico portone del monastero ci accorgiamo che la parola spezzata ha rafforzato il nostro essere comunità in cammino, aprendo nuovi percorsi dell’anima.

Vescovo diaconi

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