L’astensionismo in crescita lascia il segno: solo un elettore su due alle urne nel turno di ballottaggio

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votoDi Stefano De Martis

La data del 19 giugno 2016 resterà indubbiamente negli archivi elettorali (e forse anche nella memoria politica collettiva) per la vittoria delle candidate del Movimento5Stelle a Roma e a Torino, così impattante da far scendere di un gradino davanti all’opinione pubblica anche i risultati della seconda e della terza città del Paese, Milano e Napoli. Ma domenica scorsa sono stati 121 i Comuni in cui si sono tenuti i ballottaggi e vale la pena fare un quadro complessivo dei risultati almeno per quanto riguarda i capoluoghi di regione e di provincia.
A Roma la “grillina” Virginia Raggi si è imposta con ben il 67,15% dei voti contro Roberto Giachetti del Pd, fermo a 32,85; a Milano Giuseppe Sala, centrosinistra, ha superato con il 51,70% il candidato unitario del centrodestra, Stefano Parisi, che ha raggiunto il 48,30; a Napoli il sindaco uscente di sinistra, Luigi De Magistris, è stato ampiamente confermato con il 66,85%, a fronte del 33,15 dello sfidante di centrodestra, Giovanni Lettieri; a Torino la pentastellata Chiara Appendino ha battuto con 54,56% il sindaco uscente del Pd, Piero Fassino, bloccato al 45,44; a Bologna il primo cittadino del Pd, Virginio Merola, è rimasto in sella con il 54,64% dei voti, mentre la candidata leghista del centrodestra, Lucia Borgonzoni, ha toccato quota 45,36; a Trieste Roberto Dipiazza, sostenuto dal centrodestra, è diventato sindaco sopravanzando l’uscente del centrosinistra, Roberto Cosolini: 52,63% contro 47,37.
Questo il bilancio dei capoluoghi di regione. Ma prima di passare ai risultati dei capoluoghi di provincia c’è da mettere in evidenza il calo complessivo della partecipazione al voto che riguarda l’insieme dei comuni impegnati nei ballottaggi.

L’affluenza è stata del 50,5%, nove punti in meno del primo turno.

Spicca il dato di Napoli: il 5 giugno aveva votato il 54,11%, al secondo turno si è registrato un vero e proprio crollo: 35,98%. Per quanto si possa argomentare intorno alla particolare natura del voto di ballottaggio, si tratta di numeri con cui bisogna fare i conti in modo serio: si è superata di pochissimo la metà degli aventi diritto, nonostante la presenza di molte liste civiche e il successo di un movimento “alternativo” come i 5Stelle.
Venendo ai 14 capoluoghi di provincia, il candidati del centrodestra hanno vinto in otto comuni: a Benevento (l’ex-ministro Clemente Mastella, 62,88%), a Brindisi (Angela Carluccio, 51,13%), a Grosseto (Antonfrancesco Vivarelli Colonna, 54,88%), a Isernia (Giacomo D’Apollonio, 59%), a Novara (Alessandro Canelli, 57,77%), a Olbia (Settimo Nizzi, 50,71%), a Pordenone (Alessandro Ciriani, 58,81%) e a Savona (la leghista Ilaria Caprioglio, 52,85%). Il centrosinistra ha vinto a Varese (Davide Galimberti, 51,84%), a Caserta (Carlo Marino, 62,74%) e a Ravenna (Michele De Pascale, 53,32%). I 5Stelle si sono affermati a Carbonia (Paola Massidda, 61,60%). A Crotone è stato eletto Ugo Pugliese, sostenuto da liste civiche centriste (59,27%), e a Latina ha riportato un autentico exploit il candidato civico Damiano Coletta, divenuto sindaco con il 75,05% dei suffragi.
Effettuati i ballottaggi, si può ora tracciare un quadro complessivo dei risultati della tornata elettorale nei 25 capoluoghi, tenendo conto anche dei sindaci eletti al primo turno. Restano al centrosinistra Milano, Bologna, Cagliari, Salerno, Rimini e Ravenna. Conferma a Napoli per la sinistra e a Cosenza per il centrodestra. Negli altri 17 centri si cambia. Passano dal centrosinistra ai 5Stelle Roma, Torino e Carbonia. Passano dal centrodestra al centrosinistra Caserta e Varese. Passano invece dal centrosinistra al centrodestra Trieste, Brindisi, Grosseto, Novara, Benevento, Savona, Pordenone, Olbia e Isernia. Latina passa dal centrodestra a una lista civica, civica anche a Crotone e Villacidro,che prima però erano del centrosinistra.
Qualche nota a margine:

i 5Stelle erano presenti solo in 20 ballottaggi su 121, ma hanno vinto 19 volte.

Il Pd ha conquistato Varese, guidata dalla Lega per 23 anni, ma ha perso per la prima volta il sindaco di Sesto Fiorentino (comunque a vantaggio di Sel) dove la sinistra governa dal 1899.

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