Rubrica “I figli: dono di Dio”, l’autismo e il metodo ABA

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StopponiLeggi le precedenti testimonianza, clicca qui
Nella foto la dssa Stoppioni, punto di riferimento per le famiglie marchigiane con persone autistiche
Di Lara Facchini

DIOCESI – La testimonianza di un padre, molto vicino alle tante famiglie grazie all’amicizia con Gianfilippo Di Benedetto dell’Associazione Omphalos, spiega un metodo importantissimo per le persone autistiche, chiamato ABA.
Grazie a sua moglie ha accettato piano piano il problema di suo figlio, e sulla sua strada ha incontrato le persone giuste, tra cui la dottoressa Vera Stoppioni del ‘Santa Croce’ di Fano, una NeuroPsichiatra Infantile al timone del Centro Autismo, che con la sua professionalità e sensibilità ha aiutato molte famiglie ad affrontare le varie problematiche di bambini meno fortunati.
Michele ci insegna ad affrontare i problemi, a non aggirare l’ostacolo, e ci insegna a farlo con l’unione familiare e le persone giuste che aiutano dall’esterno.
«Mi chiamo Michele, sono il padre di un bambino di 4 anni e mezzo a cui è stato diagnosticato un disturbo dello spettro autistico all’età di due anni e mezzo circa ed insieme alla mia famiglia vivo a Fano.
La diagnosi ci è stata data per primo dall’Ospedale ‘Salesi’ di Ancona, da lì ci siamo rivolti al ‘Begniamini’ di Fano e ad oggi siamo seguiti dal Centro di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale di Fano, sotto la direzione meticolosa della dottoressa Vera Stoppioni.
Il nostro percorso non è stato affatto facile ed è partito subito in salita, devo ammettere che mia moglie è stata memorabile ed ha agito da subito in maniera forte e diretta al problema, supportata da un angelo che ora si trova in cielo: mia suocera; lei che non ci ha mai abbandonato e ci guida tutt’ora da lassù.
Io all’inizio ho fatto una gran fatica a fare mio il problema, ma grazie ad un mio lungo percorso interiore sono riuscito ad agire e a vincere la situazione.
Da questo momento siamo diventati una famiglia unita e serena che ogni giorno vive di grandi emozioni e raggiunge dei traguardi bellissimi.
Che Dio benedica il metodo ABA che ci ha permesso e ci sta permettendo di migliorare la nostra qualità di vita, ma soprattutto quella del nostro bambino speciale.
Dall’autismo non si guarisce, esso si manifesta in un milione di sfaccettature ed ogni caso è unico nel suo genere.
Il nostro bambino ha avuto grazie al lavoro di varie persone che si autofinanziano progressi incredibili nell’ultimo anno e mezzo; lavora con loro tutta la settimana seguendo un programma Aba finalizzato e personalizzato con la collaborazione fra Ospedale, scuola e casa.
Noi crediamo ciecamente in questo metodo facendo tutto quello che ci viene consigliato da persone specializzate in materia, perché quello che ci interessa di più dal profondo del cuore è solo il bene di nostro figlio.
Abbiamo partecipato ad un corso di Aba per sentirci a posto con noi stessi e per non fare interventi sbagliati sul nostro piccolo, perché il punto di riferimento più importante per questi bambini speciali, come per tutti, è la famiglia!
Un altro aspetto molto importante del nostro percorso è quello di aver conosciuto l’Associazione Omphalos “autismo & famiglie”, perché venire a contatto con altri genitori che hanno i nostri stessi problemi ci ha permesso di non sentirci più soli, inserendoci in questa grande famiglia fatta di persone che lottano insieme ogni giorno per raggiungere scopi comuni».

 

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