Libia. A Sirte Isis in ritirata, pericolo terroristi mischiati ai migranti

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LIbiaZenit

Jihadisti dell’Isis in ritirata a Sirte, città libica che era stata occupata nei mesi scorsi. Da quanto rende noto la pagina Facebook dell’operazione per la riconquista della città da parte delle milizie legate al governo sostenuto dall’Onu, lo Stato islamico è “oramai accerchiato dentro Sirte in una zona che ha un diametro di cinque chilometri”.

Tre kamikaze dell’Isis si sono fatti esplodere ieri, di cui uno presso un ospedale da campo. Fonti locali parlano di un medico rimasto ucciso. Sempre le fonti locali parlano di 4 morti e 17 feriti a seguito degli scontri verificatisi nella serata di ieri nella città costiera.

La battaglia contro l’Isis in Libia sembra giunta dunque ad una svolta. Stando a quanto scrive il tabloid britannico Daily Mail, non è però ancora tempo per porre la parola fine sull’esperienza dei terroristi islamici impegnati finora in quel territorio.

In un articolo pubblicato nei giorni scorsi, il Daily Mail riferisce infatti le testimonianze delle pattuglie di Guardia costiera libica, le quali avrebbero visto alcuni miliziani dell’Isis dirigersi ad ovest, nell’area di Sabrata e Zuara, dove partono le carrette del mare dirette in Italia. Sempre secondo queste fonti locali, i miliziani si sarebbero tagliati barba e baffi per mimetizzarsi tra i migranti pronti a sbarcare a Lampedusa o sulle altre coste della Sicilia.

“Abbiamo avuto delle vittime, ma anche loro. Dobbiamo mettere in sicurezza il porto per evitare qualsiasi fuga via mare”, ha detto il colonnello Mohamed el Gasri, portavoce delle forze che fanno capo all’operazione contro l’Isis “al Bunian al Marsus”. Le informazioni dei servizi raccolte con l’aiuto delle forze speciali occidentali, ha detto el Gasri, “dimostrano che le famiglie rintanate nelle loro case potrebbero fornire supporto allo Stato islamico”.

Forze speciali occidentali che si stanno rendendo determinanti. “Ci sono circa 25 uomini delle forze speciali inglesi e americane – spiega el Gasri -. Hanno la tecnologia, i droni e i missili”. Tutto ciò che ha reso possibile far ripiegare l’Isis a Sirte, che l’11 maggio controllava quasi 10mila kmq di territorio e oggi ne controlla appena 20.

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