Papa Francesco: a S. Marta, il cristiano deve stare “in piedi, in silenzio e in uscita”

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Santa MartaStare “in piedi” per accogliere Dio, in paziente “silenzio” per ascoltarne la voce, “in uscita” per annunciarlo agli altri. Sono i tre atteggiamenti che riassumono la vita del cristiano. A spiegarlo è stato il Papa, nell’omelia della Messa celebrata ieri a S. Marta. “Per incontrare Dio è necessario tornare alla situazione in cui l’uomo era al momento della creazione: in piedi e in cammino”, ha spiegato Francesco: “Così ci ha creato Dio: alla sua altezza, a sua immagine e somiglianza e in cammino. ‘Vai, vai avanti! Coltiva la terra, falla crescere; e moltiplicatevi…’. ‘Esci!’. Esci e vai al Monte e fermati sul Monte alla mia presenza. Elia si mise in piede. Messo in piedi, esce”.  Quindi mettersi in ascolto di Dio. Ma “come passa il Signore? Come posso incontrare il Signore per essere sicuro che sia Lui?”, si è chiesto Francesco sulla scorta delle letture: “Tanto chiasso, tanta maestà, tanto movimento e il Signore non era lì. ‘E dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera’ o, come è proprio nell’originale, ‘il filo di un silenzio sonoro’. E lì era il Signore. Per incontrare il Signore, bisogna entrare in noi stessi e sentire quel ‘filo di un silenzio sonoro’ e Lui ci parla lì”. Uscire, infine, è un invito a “essere in cammino, non chiusi, non dentro il nostro egoismo della nostra comodità”, ma “coraggiosi” nel “portare agli altri il messaggio del Signore”, cioè andare in “missione”. “Dobbiamo sempre cercare il Signore”, ha ammonito il Papa: “Tutti noi sappiamo come sono i momenti brutti: momenti che ci tirano giù, momenti senza fede, oscuri, momenti in cui non vediamo l’orizzonte, non siamo capaci di alzarci. Tutti sappiamo questo! Ma è il Signore che viene, ci ristora col pane e con la sua forza e ci dice: ‘Alzati e vai avanti! Cammina!’.  Per incontrare il Signore dobbiamo essere così: in piedi e in cammino. Poi aspettare che Lui ci parli: cuore aperto. E Lui ci dirà: ‘Sono Io’ e lì la fede diviene forte. La fede è per me, per custodirla? No! E’ per andare a darla ad altri, per ungere gli altri, per la missione”.

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