Parrocchie aperte “obiettivo non è portare persone in chiesa, ma suscitare curiosità e desiderio di incontrare Gesù”

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Chiesa“Esserci in modo costante per incontrare persone e facilitare l’incontro di chi entra in chiesa con Gesù”. Sono questi i “segreti” che don Mauro Mergola, direttore dell’Oratorio san Luigi e parroco di Santi Apostoli Pietro e Paolo a Torino, individua per spiegare il continuo afflusso di giovani nella chiesa aperta nel quartiere San Salvario il sabato sera. All’indomani delle parole di Papa Francesco sull’“andare oltre gli orari” nelle parrocchie, don Mergola concorda raccontando di una “chiesa sempre aperta, custodita e accogliente”. “La nostra esperienza – spiega il sacerdote salesiano – si caratterizza per il fatto che il sabato sera la chiesa parrocchiale apre le porte dalle 21.30 alle 2 o alle 3 di notte per incontrare e accogliere i ragazzi e i giovani della ‘movida’ torinese che a centinaia affollano la piazzetta antistante”. Duplice l’obiettivo: “creare l’occasione per fare memoria della presenza di Dio nella loro vita e generare l’opportunità perché percepiscano che la Chiesa è fatta di persone e che cerca di condividere la loro vita quotidiana”. Per don Mergola, “non proponiamo servizi ma vogliamo suscitare domande”. “Il nostro obiettivo – aggiunge – non è portare le persone in chiesa, ma suscitare la curiosità e il desiderio di incontrare Gesù”. E così una “esperienza che doveva essere sporadica, è diventata una costante da tre anni”. “Aprire le porte della chiesa – prosegue il salesiano – è ormai diventato un segno che parla”. Con importanti benefici: “ha aiutato i cristiani della parrocchia a leggere le situazioni della vita cittadina da un punto di vista pastorale, arrivando a farsene carico”. Inoltre “ha coinvolto altri gruppi giovanili nell’animazione e che sono così aiutati a comprendere che la vera ‘caritas’ è offrire agli altri ragioni di vita”. Infine, “per i giovani non torinesi che studiano in città siamo diventati punto di riferimento personale e di comunità”.

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