FOTO Mandato ai Ministri, Vescovo Bresciani: “il servizio all’Eucaristia non è un premio ‘alla carriera’”

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DIOCESI –  Sabato 28 Maggio tutti i ministri straordinari della comunione della diocesi si sono ritrovati presso il Santuario dell’Adorazione dei padri Sacramenti per vivere il Giubileo a loro dedicato.
Dopo un breve momento di preghiera comunitaria si è tenuto il pellegrinaggio verso la Cattedrale Santa Maria della Marina dove alle ore 21.00 il Vescovo Carlo Bresciani ha presieduto la solenne Celebrazione Eucaristica.

Celebriamo la festa del Corpus Domini che mette al centro appunto l’eucaristia ed abbiamo scelto proprio questa solennità per il conferimento del mandato ai ministri straordinari della comunione che si prestano per questo servizio molto importante al Corpo eucaristico di Cristo.

Con piacere, a voi che, presentati dai vostri parroci, vi siete adeguatamente preparati partecipando agli incontri appositamente organizzati dalla diocesi, conferisco questo mandato a servizio delle vostre parrocchie di appartenenza, servizio che svolgerete in pieno accordo con i vostri parroci e secondo le necessità che essi individueranno. La diocesi in questi anni si è impegnata ad offrirvi una preparazione, affinché il vostro ministero sia compiuto con autentico spirito di umile servizio, in piena fedeltà alle indicazioni della Chiesa.

Si tratta di un ministero, di un servizio quindi, che va visto innanzitutto come aiuto a Gesù che vuole giungere anche a tutti coloro che purtroppo sono impossibilitati a partecipare a celebrare insieme alla comunità. Il luogo e il tempo ordinario per ricevere l’eucaristia è, infatti, la celebrazione eucaristica comunitaria, come fin dai primissimi tempi della Chiesa è stato. Ci si ciba di un unico pane per diventare un corpo solo in Cristo e attraverso il sacramento celebrato comunitariamente Gesù vuol fare di noi un solo popolo. Portare l’eucarestia al malato è allora un modo per mantenerlo in contatto con la comunità cristiana, un modo per manifestare e vivere la comunione di fede e di amore con lui da parte della comunità cristiana rappresentata in quel frangente dal ministro straordinario. Per questo l’eucaristia al di fuori della celebrazione eucaristica è solo per coloro che sono veramente impossibilitati a parteciparvi a causa della malattia.

Abbiate sempre un grande senso della santità del sacramento che vi viene affidato: è la presenza sacramentale di Cristo e il tesoro più prezioso della Chiesa. Proteggete questa santità nel vostro ministero e vivete innanzitutto voi una profonda e solida devozione al sacramento, fondata sul sicuro insegnamento della Chiesa e sulla Parola di Dio. Vivete una attiva partecipazione alla vita della Chiesa e alla sua liturgia: traete da qui alimento per la vostra spiritualità, consapevoli che ci si deve guardare bene da sentimentalismi o spiritualità fondate sul sensazionale e non sulla Parola di Dio annunciata nella Chiesa. Aiutate anche le persone a cui portate il sacramento a crescere nella comprensione del suo vero significato spirituale così che possano riceverlo con profitto spirituale e vivere anche una intensa comunione ecclesiale.

 Servizio innanzitutto a Gesù, abbiamo detto, ma poi anche al fedele ammalato che ha bisogno del conforto del sacramento che nutre la sua vita spirituale nella condizione di sofferenza fisica e psichica che la malattia porta sempre con sé, non ultimo a causa dell’isolamento in cui la malattia rischia sempre di far precipitare colui che ne è colpito. Attraverso il sacramento eucaristico voi porterete nelle case o negli ospedali non solo la presenza di Cristo, ma anche quella della Chiesa cui è affidato il sacramento stesso. Siate sempre consapevoli di questo duplice compito, perché la Chiesa sarà giudicata anche dal modo nel quale eserciterete questo servizio, dall’atteggiamento di fede con il quale lo amministrerete e dalle parole che direte.

Riceviamo l’eucaristia per un motivo centrale: per partecipare al mistero del Corpo e Sangue di Cristo, e questa partecipazione sta per tutti nell’offrire se stessi al Padre in comunione con il Figlio attraverso lo Spirito santo. Quando nella celebrazione eucaristica offriamo il pane e il vino, frutto della terra e del lavoro dell’uomo, intendiamo offrire al Padre tutta la nostra vita e tutto il creato, perché venga trasformato in cibo di vita eterna dalla sua potenza e dal suo amore. Così diciamo nella presentazione dei doni, benedicendo Dio.

Offrite anche voi la vostra vita al Padre in comunione con Cristo. Questo è ciò che è centrale e fondamentale per la vita cristiana: il servizio all’eucaristia non è un premio “alla carriera”, né può essere segnato da qualche forma di rivendicazione o di pretesa; sia solo un aspetto di questa vostra offerta di vita a Dio e al servizio della Chiesa, consapevoli che centrale resta l’offerta della vita a Dio Padre in Gesù Cristo, non il tipo specifico di servizio, il quale può esserci o non esserci a seconda delle necessità o delle condizioni.

Ciò che è veramente importante per ciascuno di noi è che ognuno contribuisca nella comunione a costruire la Chiesa corpo di Cristo attraverso i molteplici servizi di cui c’è bisogno: quelli legati alla liturgia, alla carità, alla catechesi o quelli molto più umili e nascosti ma non meno importanti per la comunità cristiana. Non necessariamente ciò che è più visibile è più importante. Ciascuno di noi è chiamato, come dice san Paolo, ad aspirare ai carismi più grandi (cfr. 1Cor 12, 31-13, 1-13) e il più grande di tutti è la carità. Senza carità non c’è eucaristia, senza carità non c’è comunione, senza carità non c’è Chiesa. Fate sempre oggetto della vostra meditazione questo passo della prima lettera ai Corinti, perché diventi l’anima interiore che guida e ispira il vostro servizio a Gesù e alla Chiesa.

Carissimi, vi ringrazio per il servizio che vi apprestate ad offrire alla Chiesa e alle persone cui porterete l’eucaristia, vi accompagno con la mia preghiera. Il Signore vi benedica e possiate godere sempre della consolazione dei suoi doni”.

Al termine della celebrazione il Vescovo ha consegnato personalmente a tutti l’attestato ai nuovi ministri.

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