Ecstasy nei bar e alle feste, mercato delle droghe on line

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GoosdeelDi Gianni Borsa

L’ecstasy si diffonde a macchia d’olio, le nuove sostanze psicotrope invadono i “mercati” europei, eroina e oppiacei non arretrano, mutano i modelli di consumo specialmente tra i giovani, i decessi per overdose aumentano. È tutto all’insegna della preoccupazione e dell’allarme la “Relazione europea sulla droga 2016: tendenze e sviluppi”, diffusa martedì 31 maggio dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction, Emcdda), con sede a Lisbona. L’agenzia si sofferma sui mercati della droga sbarcati su internet. Poi aggiunge: “Questa nuova analisi evidenzia la necessità che l’agenda politica europea in materia di droga contempli un insieme di indicazioni di più ampio raggio e più articolate rispetto al passato”. Il fronte della battaglia, dunque, si allarga.

Necessarie azioni di prevenzione. “L’Europa sta affrontando un problema crescente con la droga. Nuove sostanze psicoattive, stimolanti, eroina e altri oppiacei continuano a essere rilevanti sia nel settore della domanda che dell’offerta, determinando importanti ripercussioni sulla salute pubblica. Per questo motivo la Relazione sulla droga 2016 rappresenta una importante integrazione alla nostra base di conoscenze sul problema delle droghe, nonché uno strumento utile per consentire ai responsabili politici di definire azioni per affrontare tale problema”. Dimitris Avramopoulos, commissario europeo per gli affari interni, commenta a caldo la relazione Emcdda. L’ampio documento conferma

il ritorno su larga scala dell’Mdma – droga conosciuta con il nome di “ecstasy” – come stimolante illecito scelto dai giovani in Europa.

L’agenzia europea parla di oltre due milioni di giovani-adulti (15-34 anni) che hanno fatto uso dell’Mdma nell’ultimo anno, pari all’1,7% di questa fascia di età. L’ecstasy riprende l’ascesa dopo il picco attorno al 2000 e un calo negli anni della crisi economica.

Gli affari del crimine organizzato. “Vi sono segnali che lasciano dedurre” che l’ecstasy non è più una droga “destinata al consumo di nicchia o consumata nelle discoteche, ma è utilizzata da un bacino di giovani più ampio in contesti più tradizionali di vita notturna, come bar e feste”. L’Osservatorio europeo delle droghe non si ferma ai dati: valuta i modelli di consumo, il calo del livello di guardia rispetto all’idea stessa di “tossicodipendenza”, con una tolleranza eccessiva sia nell’opinione pubblica che in taluni livelli di classe politica. Senza contare chela droga è un “affare” in mano al crimine organizzato, che produce in laboratori presenti in numerosi Paesi Ue, commercia on line, spaccia praticamente alla luce del sole, trasformando quartieri o angoli di città, ritrovi giovanili o scuole in luoghi dove “si vende la morte”.Alexis Goosdeel, direttore dell’agenzia comunitaria, spiega: “La rinascita dell’ecstasy porta con sé la necessità di ripensare gli interventi di prevenzione e le risposte atte a ridurre il danno esistente al fine di individuare e sostenere una nuova popolazione di consumatori che potrebbero utilizzare prodotti ad alto dosaggio, senza comprendere appieno i rischi associati”.

Crescono i decessi da overdose. Nella relazione vengono trattati numerosi capitoli: dall’aumento dei decessi per overdose (eroina e altri oppiacei) ai problemi connessi al consumo diffuso e quasi senza scrupoli di stimolanti, a partire dalla cocaina. In crescita pure la diffusione della cannabis. Sono in particolare le “nuove sostanze psicoattive” al centro di un ampio capitolo della relazione: vendute spesso come sostituti “legali” della cannabis, “possono essere estremamente tossiche e causa di avvelenamenti di massa”, registrati ad esempio in Polonia. “I giovani consumatori – spiegano gli esperti di Lisbona – potrebbero involontariamente fungere da cavie umane per sostanze i cui potenziali rischi per la salute sono tuttora in ampia misura sconosciuti”. Non c’è pagina del documento Emcdda che non sottolinei un grave problema: ad esempio nel capitolo sui decessi si afferma che

“nel 2014 i morti per overdose nell’Ue sono stati 6.800”, principalmente legati a eroina e altri oppiacei.

La maggiore disponibilità di eroina sui mercati, una più elevata purezza, “l’invecchiamento dei consumatori” tendono a far lievitare i morti. Tra i Paesi segnalati in questo caso vi sono Regno Unito, Irlanda, Lituania e Svezia. E non si possono nemmeno prendere alla leggera la cocaina e gli stimolanti, che entrano sempre più spesso nella quotidianità di persone tra i 15 e i 34 anni. E se si stima che i 15-34enni che hanno fatto uso di cannabis almeno una volta nel 2015 sono 16,6 milioni, emerge almeno un dato relativamente positivo: infatti il numero di nuove diagnosi di Hiv tra persone che assumono droga mediante iniezione è in calo.

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