FOTO Il seminarista Silvio Giampieri istituito lettore

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SEMINARIO – Ogni tanto fa bene tornare in seminario… E non importa se il seminario in cui ritorni non è quello dove hai trascorso gli anni della formazione. È sempre un seminario: si respira aria di discepolato, si nota una cura per la liturgia che ti ristora l’anima e il corpo, si vedono la passione educativa dei formatori e gli occhi luminosi dei seminaristi, giustamente pieni di entusiasmo per il cammino di sequela intrapreso.

Ogni tanto fa bene tornare in seminario! Per questo ho accolto con gioia l’invito di Silvio a partecipare al suo lettorato il 23 maggio, giorno in cui don Tiziano e io abbiamo ricevuto l’ordinazione diaconale. E sono partito da Ripatransone nel primo pomeriggio per avere il tempo di una visita al Santuario di Loreto. Tante le preghiere che mi passavano per la testa, mentre mi trovavo nella Santa Casa, ma una in particolare mi ha accompagnato per tutta la giornata: Signore, aiutaci a conoscere e fare la Tua volontà. Mi passano davanti agli occhi i volti di tanti parrocchiani, di tante situazioni, di tante valli oscure difficili da attraversare. Eppure dentro e fuori è pace. Qualcuno si inginocchia e le lacrime gli rigano il volto.

In seminario è festa e alle 19.00 comincia la celebrazione eucaristica. A presiedere è il Vescovo di Jesi, monsignor Gerardo Rocconi. La liturgia è semplice, ben animata. Dopo la proclamazione delle letture e del Vangelo, avviene la presentazione dei cinque candidati: quattro lettori e un accolito. Nell’omelia il Vescovo si sofferma su alcune parole tratte dalla prima lettera di San Pietro apostolo e sull’importanza per il prete di saper essere in comunione con i propri confratelli. Poi è il momento dell’istituzione del nostro lettore: il Vescovo gli consegna la Bibbia dicendo: «Ricevi il libro delle sante Scritture e trasmetti fedelmente la parola di Dio, perché germogli e fruttifichi nel cuore degli uomini».

Qual è il compito del lettore? Essere in ascolto della parola di Dio perché germogli e fruttifichi nel suo cuore e impegnarsi a trasmettere fedelmente la parola di Dio perché germogli e fruttifichi nel cuore di ogni uomo.

Ogni tanto fa bene tornare in seminario…

… perché ti ricordi per quale motivo hai lasciato la tua casa per seguire Gesù. E il motivo sta tutto in un versetto della prima lettera di Pietro: «Voi lo amate» (1Pt 1,8). Ce lo ha ricordato nella sua omelia mons. Rocconi. Me lo hanno ricordato anche i seminaristi che ho incontrato desiderosi di imparare prima di tutto a confidare nel Signore.

Ogni tanto fa bene tornare in seminario… perché ti ricordi che, finito il corso di formazione, non sei un superuomo, ma un povero che s’è accorto della misericordia di Dio, un povero che s’è accorto di non essere mai solo!

Ogni tanto fa bene tornare in seminario… perché ti si fa chiaro il motivo di ogni gioia: l’amore di Cristo e la Sua presenza viva in mezzo a noi!

Buon cammino, Silvio e grazie per aver condiviso con me questo momento di festa!

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