Servizio pubblico: Ucsi aderisce al coordinamento del Comitato “PubblicaRai per il bene comune”

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RaiL’Ucsi entra a far parte del coordinamento ristretto del Comitato “PubblicaRai per il bene comune”, fondato in queste ore per la difesa del servizio pubblico. In vista della scadenza della concessione alla Rai (31 ottobre) e della consultazione pubblica indetta dal Governo, i promotori contano di “aprire nel Paese un dibattito vero, profondo e partecipato sul ruolo e sul futuro del servizio pubblico, rivendicando il protagonismo dei cittadini in questo processo”. Sottolineano che, “con la riduzione dell’autonomia del servizio pubblico dall’Esecutivo – principio ribadito da varie sentenze della Corte costituzionale ed eluso dalla recente riforma della governance della Rai –, i cittadini hanno perso un ulteriore spazio democratico e di rappresentanza”. Spazio che il Comitato “intende riconquistare anche attraverso l’istituzione, all’interno della Rai, di una sede permanente di confronto e di scambio – un Consiglio della partecipazione – che rappresenti le molteplici espressioni della società civile, e sia l’interfaccia per verificare l’efficacia del servizio pubblico e l’adempimento della sua missione”.

Per i promotori “la consultazione pubblica che oggi ha carattere sporadico e aleatorio, anche per gli effetti del digital divide e della scarsa informazione, dovrebbe assumere cadenza regolare lungo tutta la vigenza della concessione, per meglio aderire alla vastità dei compiti indicati dalle linee guida, alla complessità culturale e sociale del nostro Paese e alla velocità delle trasformazioni che vi si compiono”. Il coordinamento è composto da: Appello Donne e Media, Articolo 21, Cittadinanzattiva, Libertà e Giustizia, Moveon Italia, Net Left, Ucsi, e di un portavoce: il giornalista Giorgio Balzoni. Aderiscono al Comitato: Adusbef, Appello Donne e Media, Arci, Articolo 21, Associazione stampa romana, Assoprovider, Cittadinanzattiva, Confronti, Federconsumatori, Fials, Fish, Fnsi, Giuristi Democratici, IndigneRai, Libera, Liberainformazione, Libertà e Giustizia, MoveOn Italia, Net Left, Nuovi occhi per i media, Sindacato cronisti, Unione artisti Unams e Usigrai

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