“Tempi vissuti” e “Pagliare di Pantorano” incontro con l’autore ad Acquaviva Picena

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AutoreACQUAVIVA PICENA – Sabato 21 maggio nella medievale chiesa di san Rocco si è tenuto un pomeriggio culturale con la presentazione i due libri: “Tempi vissuti” e “Pagliare di Pantorano”.

“Tempi vissuti” è stato scritto da Federico Costa, che purtroppo è venuto a mancare, ma del suo libro ne ha parlato il nipote l’ing. Paoletti vigile del fuoco. Paoletti ha raccontato come suo nonno, maestro per tanti anni, ha dettagliatamente descritto tutta la sua vita da quando era bambino fino all’anzianità. Ha sottolineato anche che il libro è stato scritto all’età di ottantanni e al computer che sapeva usare poco ma al quale non ha voluto rinunciare per essere al passo con i tempi. Nel libro viene narrata la civiltà di allora, si parla di anni 20 e 30 anche, si parla di determinate circostanze e situazioni ora impensabili. Modi di vivere che rasentano l’impossibile. C’erano sì molti pericoli, ma diversi da quelli che si riscontrano nella società attuale. Il libro narra la vita di paese e delle regole che la caratterizzavano, della solidarietà, della laboriosità, della religiosità, tipiche dei marchigiani di quel tempo. Parla anche della vita delle città, avendo l’autore viaggiato molto in tutta la sua vita, seguendo una madre che svolgeva il lavoro della levatrice e che egli vedeva più come una missione che come un lavoro. Descrive la sua famiglia e il padre che non c’era più e di come una donna sola, sua madre, affrontasse con serenità la vita con due figli piccoli in una casa isolata tra le campagne fermane. Ha sottolineato il Paoletti, che la rassegnazione di vita non era triste o angosciante, ma anzi era una accettazione fiduciosa, il Signore con la sua Provvidenza avrebbe raggiunto tutti i Suoi figli. Un particolare aneddoto che è stato estrapolato dal libro riguarda il famoso “Nevone” del 1929. In una giornata pressoché calda per quanto lo possa essere in dicembre, nessuno avrebbe mai pensato che ci sarebbe stata una grande nevicata. L’autore descrive il giorno in cui tutti si mettono con le pale a spostare la neve dalle strade principali e a liberare l’uscio di casa e poi per farsi vedere dove erano arrivati alzavano il alto la pala, questo a significare quanto era abbondante la neve quel giorno. Il libro è stato definito trattato di sociologia ed economia rurale.
“Pagliare di Pantorano” è stato scritto dal dott. Giuseppe Scarpellini medico della provincia di Ascoli Piceno. Questo libro è stato definito più una enciclopedia storica che un racconto. Perché ha in sé molti elementi storiografici che spesso si ignorano e che riguardano tutta la “Marca” di allora le Marche oggi. Si parla ad esempio dello Stato D’Ascoli e dello Stato di Fermo e di come si combattessero aspramente per acquistare sempre più territori. La situazione di Acquaviva in quel periodo ne risentì molto delle varie lotte, vide il ricetto continuo di uomini d’arme e teatro di guerre sanguinose e aveva abitanti conformati da tali condizioni. Acquaviva era feudo di Fermo e Monteprandone e Monsampolo feudi di Ascoli, tale condizione fa immaginare come poteva essere la vita quotidiana degli acquavivani. Il libro di Scarpellini interessa tutti, essendo una descrizione di quegli anni molto dettagliata: Stato della Chiesa, Stato del Regno di Napoli, gli spagnoli e altro. È la descrizione dell’Italia in generale, che era divisa in territori in mano sempre a stranieri e di come molti intellettuali, da Ariosto a Machiavelli a Manzoni ne risentissero di questa situazione e della loro voglia di ambire all’unità d’Italia.
Patrizia Neroni.

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