Papa Francesco “Lo Spirito ci insegna ad amare come ama Dio”

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papa francesco angelusZenit

“Essere cristiani non significa appartenere a una certa cultura o aderire a una certa dottrina, ma piuttosto legare la propria vita, alla persona di Gesù”. Questo il messaggio affidato dal Papa a tutti i pellegrini e fedeli che gremivano piazza San Pietro per la preghiera del Regina Coeli.

Dopo aver ricordato la celebrazione di oggi della Pentecoste, a 50 giorni dalla Risurrezione di Cristo, il Pontefice ha richiamato le parole di Gesù ai suoi discepoli nell’ultima Cena: “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre” (Gv 14,15-16). 

Lo Spirito Santo viene indicato come “Paraclito” che significa “Consolatore, Avvocato, Intercessore, cioè Colui che ci assiste, ci difende, sta al nostro fianco nel cammino della vita e nella lotta per il bene e contro il male”.

L’effusione dello Spirito Santo ai suoi discepoli è “come l’Amore che unisce il Padre e il Figlio e da loro procede”, ha sottolineato il Vescovo di Roma. In questo modo tutti possiamo vivere la stessa vita di Gesù, perché lo spirito Santo ci insegna ad “amare come ama Dio”

In tal contesto il Papa ha sottolineato che l’amore per una persona, e anche per il Signore, si dimostra “non con le parole, ma con i fatti”, e anche “osservare i comandamenti” va inteso in senso esistenziale, “in modo che tutta la vita ne sia coinvolta”. “Per questo – ha sottolineato – essere cristiani non significa principalmente appartenere a una certa cultura o aderire a una certa dottrina, ma piuttosto legare la propria vita, in ogni suo aspetto, alla persona di Gesù e, attraverso di Lui, al Padre”.

Lo Spirito Santo – ha ribadito Francesco – esercita una funzione di insegnamento e di memoria, perché Gesù ha detto che “lo Spirito che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto”. Esso “non porta un insegnamento diverso, ma rende vivo, rende operante quello di Gesù, perché il tempo che passa non lo cancelli o non lo affievolisca”.

È lo Spirito Santo che fa diventare l’insegnamento dell’amore cristiano “carne della nostra carne, un processo che “prepara il nostro cuore perché sia capace davvero di ricevere le parole e gli esempi del Signore”.  Papa Francesco ha affermato che “tutte le volte che la parola di Gesù viene accolta con gioia nel nostro cuore, questo è opera dello Spirito Santo”.

Infine, il Pontefice ha invocato la Vergine Maria affinché “ci ottenga la grazia di essere fortemente animati dallo Spirito Santo, per testimoniare Cristo con franchezza evangelica e aprirci sempre più alla pienezza del suo amore”.

Nei saluti dopo la recita della preghiera mariana, Bergoglio ha annunciato la pubblicazione del Messaggio per la prossima Giornata Missionaria Mondiale, che si celebra ogni anno nella terza domenica di ottobre. Ha quindi invocato lo Spirito Santo per dare forza ai missionari ad gentes e ai giovani affinché “sostengano la missione della Chiesa nel mondo intero”.

Tra i tanti saluti, un pensiero speciale anche ai partecipanti alla Festa dei Popoli che si celebra oggi a San Giovanni in Laterano. “Questa festa, segno dell’unità e della diversità delle culture – ha detto il Santo Padre – ci aiuti a capire che il cammino verso la pace è questo: fare l’unità rispettando le diversità”.

Infine un saluto agli Alpini, riuniti ad Asti per l’Adunata Nazionale, che il Santo Padre ha esortato ad essere “testimoni di misericordia e di speranza, imitando l’esempio del beato Don Carlo Gnocchi, del beato Fratel Luigi Bordino e del venerabile Teresio Olivelli, che onorarono il Corpo degli Alpini con la santità della loro vita”.

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