Papa Francesco in Armenia: mons. Minassian, “nel popolo una gratitudine sincera e piena di amore”

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Armenia“Sono due i punti essenziali della visita del Papa in Armenia: la messa solenne in piazza Vartanants a Gyumri sabato 25 giugno e sempre nello stesso giorno la Preghiera ecumenica per la Pace nella piazza della Repubblica a Yerevan”. E’ monsignor Raphael Minassian, ordinario per gli armeni cattolici dell’Europa orientale, a leggere così il programma del viaggio apostolico di Papa Francesco in Armenia dal 24 al 25 giugno, reso noto ieri in contemporanea dalla Sala Stampa della Santa Sede e dalla Chiesa apostolica armena. Il Papa arriverà nel pomeriggio di venerdì 24 giugno e dopo una preghiera alla cattedrale apostolica ad Etchmiadzin, incontrerà il presidente della Repubblica nel Palazzo presidenziale e le autorità civili del Paese. Il Papa con tutto il seguito sarà ospite di Sua Santità Karekin II Catholicos di tutti gli armeni presso il Palazzo apostolico di Etchmiadzin, dove alloggerà durante il soggiorno del Santo Padre anche l’arcivescovo Raphael Minassian. Il giorno dopo il Papa si trasferirà a Gyumri dove celebrerà una messa che sarà il momento culmine del suo incontro con la comunità cattolica del Paese. Nella stessa giornata di ritorno a Yerevan, parteciperà a un incontro ecumenico e a una preghiera per la pace nella piazza della Repubblica. Il viaggio si concluderà domenica 26 giugno con l’incontro con i vescovi cattolici armeni, la partecipazione alla Divina Liturgia al termina della quale il Papa pranzerà con il Catholicos Karekin. Prima di riprendere il volo per Roma, si fermerà in preghiera al Monastero di Khor Virap.

“Lo scopo della visita del Papa in Armenia è duplice – dice il vescovo Minassian -: da parte di Francesco è un gesto di apprezzamento per questa nazione cristiana, per la vita e la testimonianza che questo popolo ha dato con milioni di martiri. Da parte dell’Armenia è l’attesa di accogliere il Papa a cuore aperto come capo di una Chiesa e come un padre che ha difeso questa Nazione con la sua dichiarazione del 12 aprile 2015 sul genocidio armeno. C’è quindi un sentimento di gratitudine e di ringraziamento sincero e pieno di affetto di amore per il Papa”. Significativa poi sarà la preghiera per la pace ma “non solo per la nostra Nazione – precisa il vescovo – ma con una apertura mondiale perché la sofferenza e le guerre sono dappertutto”.

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