Rifondiamo l’Europa

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PremioDi Giancarlo Cocco

Il Gotha delle istituzioni europee ha affollato la Sala Regia del Palazzo Apostolico in Vaticano, in occasione del conferimento a Papa Francesco del prestigioso premio internazionale Carlo Magno, massimo riconoscimento europeo, assegnato ogni anno dalla città tedesca di Aquisgrana (Aachen) a: “personalità con meriti particolari in favore dell’integrazione e unione in Europa”. Insieme all’attestato è stata consegnata al premiato una medaglia raffigurante l’immagine di Carlo Magno sul trono, immagine tratta dall’antico sigillo della città e un premio simbolico di € 5.000.

La Sala Regia, dalla quale si accede alla Cappella Sistina ,risale alla metà del XVI secolo con affreschi di  GiorgioVasari, Lorenzo Sabbatini, Marco Pino per citarne alcuni e con la volta decorata da Perin del Vaga. Erano presenti all’evento oltre 500 autorità, ministri, molti ambasciatori, capi di Stato come Felipe VI di Spagna, il Granduca del Lussemburgo,il presidente della Lituania, in prima fila c’erano poi il presidente del Parlamento Schulz, della Commissione europea Juncker, del Consiglio europeoTusk, mentre sulla fila destra era stato sistemato, all’angolo, il premier Matteo Renzi preceduto dalla Cancelliera AngelaMerkel.

A sinistra del Papa sedevano molti cardinali: Parolin,Marx, Koch, Sodano, Kasper, Brandmuller, Lajolo e alcuni arcivescovi. In prima fila ma sulla sinistra Mario Draghi e Andrea Riccardi anch’essi con al collo la medaglia del premio Carlo Magno, come anche Juncker (premiato nel 2006), Tusk (nel 2010), Schulz (nel 2015). Nel passato questo ambito riconoscimento è stato attribuito a De Gasperi nel 1952, Jean Monnet nel 1953, Adenauer, Winston Churchill, Robert Schumann, Giovanni Paolo II, per citarne alcuni.

Dopo i prammatici discorsi del Borgomastro di Aachen, Marcel Philipp e del Dr. Jurgen Linden presidente del Comitato direttivo del premio, il quale ha precisato che il conferimento dell’onorificenza al Santo Padre è stato motivato dal “suo straordinario impegno a favore della pace e della comprensione e della misericordia in una società europea di valori”, hanno pronunciato i loro discorsi Schulz, Juncker e Tusk. In particolare il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz ha riconosciuto che «l’Europa sta attraversando una crisi di solidarietà, i valori comuni su cui si fonda stanno vacillando; è giunto il momento che tutti gli cittadini comunitari siano chiamati a mobilitarsi a favore dell’Europa».

Papa Francesco nel suo accorato discorso ha dichiarato: «Questa famiglia di popoli in tempi recenti sembra sentire meno proprie le mura della casa comune, talvolta innalzate scostandosi dall’illuminato progetto architettato dai padri fondatori. Nel Parlamento europeo mi sono permesso di parlare di una Europa nonna. Dicevo agli eurodeputati che cresceva l’impressione generale di un’Europa stanca e invecchiata, dove i grandi ideali che hanno ispirato l’Europa sembrano aver perso forza attrattiva, un’Europa decaduta, un’Europa che si va trincerando. Che cosa ti è successo, Europa umanisticapaladina dei diritti dell’uomo, Europa terra di poetifilosofiartistimusicistiletterati? Cosa ti è successo Europa madre di popoli e nazioni, di grandi uomini e donne che hanno saputo difendere e dare la vita per la dignità dei loro fratelli?».

Bergoglio ha evocato i padri fondatori da Robert Schumann ad Alcide De Gasperi invitando le nazioni a «promuovere una cultura del dialogo per permettere di ricostruire il tessuto sociale» e a proposito dei giovani ha esortato i governanti a coinvolgerli massimamente nella costruzione di una società integrata e riconciliata, precisando: «come possiamo fare partecipi i nostri giovani di questa costruzione quando li priviamo del lavoro, della loro intelligenza e delle loro energie, quando gli indici di disoccupazione di milioni di giovani europei è in aumento? Sogno un nuovo umanesimo europeo, sogno un’Europa che si prende cura del bambino, che soccorre un fratello povero e chi arriva in cerca di accoglienza perché non ha più nulla e chiede riparo, sogno un Europa che ascolta e valorizza le persone malate e anziane perché non siano ridotte a oggetti di scarto, sogno un’Europa dove i giovani respirano l’aria pulita dell’onestà. Sogno un’Europa delle famiglie con politiche effettive incentrate sulle nascite dei figli più che sull’aumento dei beni. Sogno un’Europa che promuova i diritti di ciascuno senza dimenticare i doveri verso tutti. Sogno un’ Europa di cui non si possa dire che il suo impegno per i diritti umani è stata la sua ultima utopia». Un discorso forte con al centro la solidarietà declinata in ogni ambito per non far tramontare il sogno europeo.

Al termine dell’incontro con Papa Francesco, Schulz e Juncker si sono intrattenuti con i giornalisti in una conferenza stampa svoltasi sulla terrazza di un albergo adiacente il colonnato. Schulz si è più volte girato per ammirare la location in cui si trovava con la cupola di San Pietro che lo sovrastava, rivelando di aver particolarmente apprezzato l’incoraggiamento del Papa a creare un “modello di società nel quale sia preponderante un nuovo umanesimo, il dialogo intergenerazionale, l’integrazione”, «sarà nostra cura» – ha dichiarato Schulz – «far avere il testo del Papa a tutte le nazioni europee» e ha dato notizia che a Bruxelles si sta creando “l’incaricato delle libertà religiose” che ha il compito di intervenire in tutti quei casi in cui vi siano discriminazioni a motivo del credo religioso, in particolare per i cristiani oggetto di persecuzioni.

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