Si sentirà forte a Cracovia la voce dei giovani

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GMGFrancesco Morrone

“Oggi sono qui per portare ai miei coetanei il messaggio che Papa Francesco ha rivolto a noi giovani. Perché non ci invita solo a essere coraggiosi nel vivere la fede, ma ci spinge sempre a sognare cose grandi”. Luca è uno degli oltre cinquemila giovani della diocesi che sabato pomeriggio hanno scelto di riempire le strade di Milano per una giornata all’insegna della festa e della solidarietà. Insieme a lui, c’erano tutti gli altri ragazzi e ragazze che a luglio parteciperanno insieme con il Pontefice alla XXXI Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia. Dopo quella del 1991 che vide protagonista Papa Giovanni Paolo II, la Polonia torna ad ospitare un’altra Giornata della Gioventù, con un’edizione interamente dedicata al tema delle Beatitudini. In attesa del grande evento, l’arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, ha voluto incontrare la marea di giovani della diocesi che a luglio si recheranno a Cracovia con Papa Francesco.

La giornata per i ragazzi è cominciata presto. Ognuno di loro, infatti, ha preso parte fin dal mattino ad opere di volontariato attivo nei centri di accoglienza individuati dalla Caritas Ambrosiana.

C’è chi ha servito da mangiare alle persone senza fissa dimora nella mensa Opera Cardinal Ferrari, e chi invece ha visitato i detenuti delle carceri milanesi. Ma c’è anche chi ha incontrato gli ospiti delle case alloggio per i malati di Hiv dell’associazione A77, mentre altri sono andati a portare un po’ di cibo e conforto agli stranieri richiedenti asilo della Casa di accoglienza ‘Grangia di Monluè’.

Ognuno di loro, insomma, ha voluto sperimentare la misericordia attraverso opere concrete, rispondendo all’invito fatto dallo stesso Pontefice nel Messaggio per la Gmg 2016.

Appuntamento al Castello. Nel pomeriggio, i ragazzi della diocesi si sono dati appuntamento nel grande cortile delle Armi del Castello Sforzesco dove hanno incontrato l’arcivescovo Scola per raggiungere insieme con lui il Duomo.

Il corteo, guidato dai giovani con la croce della Gmg, ha percorso lentamente circa un chilometro e mezzo.

Accanto a Scola c’erano i vescovi Delpini e Martinelli, i responsabili dei settori della Pastorale Giovanile, don Tremolada e don Marelli e il rettore del Seminario, monsignor Di Tolve. Dietro di loro, in migliaia hanno percorso le vie del centro storico milanese, attirando la curiosità di turisti e passanti. Tra chi faceva shopping e chi era seduto al bar a bere un caffè, qualcuno si è messo a riprendere la scena con il telefonino, mentre quelli più incuriositi fermavano i ragazzi per domandare cosa stesse accadendo. Lasciatosi alle spalle il Castello Sforzesco, il fiume di giovani ha proseguito il suo percorso in maniera silenziosa e composta. Prima per via Dante, la strada dei bar e dei negozi, e poi lungo via dei Mercanti, che conduce il corteo alla Porta Santa del Duomo. Lì la carovana si è fermata, e i vari gruppi si sono fatti pazientemente controllare dalle forze dell’ordine con i metal detector. Superati i controlli, i ragazzi e i loro accompagnatori hanno varcato ordinatamente la Porta Santa del Duomo. Una volta entrati in cattedrale, i giovani hanno atteso l’inizio della veglia ascoltando i canti e si sono confessati con i circa cinquanta sacerdoti che, in ogni angolo delle navate, erano a loro disposizione. Tra di loro, a sorpresa, è comparso a un certo punto anche l’arcivescovo, che si è accostato ad alcuni ragazzi per un momento di preghiera e di riflessione.

La veglia. Poco dopo, proprio il cardinale ha dato il via alla veglia rivolgendosi ai giovani:

“A Cracovia andremo tutti insieme seguendo la Croce, perché una vita che unisce verità e amore nella libertà prende tutta un’altra dimensione”.

Nonostante le migliaia di giovani e il clima di festa, in cattedrale cala il silenzio per ascoltare con estrema attenzione le parole del cardinale. Ed è lui stesso che, finito di parlare, pone la croce sull’altare maggiore e si siede ad ascoltare le voci dei ragazzi che durante la giornata hanno preso parte alle varie opere di misericordia. Alcuni di loro, a turno, prendono il microfono e raccontano la propria testimonianza, spiegando con cura le sensazioni che hanno vissuto in questa giornata così particolare. Al termine della serata, l’arcivescovo si rivolge nuovamente a questo esercito di volontari per dire loro “grazie” e rinnovare l’appuntamento per la giornata di Cracovia. Dopodiché, si lascia sommergere dalla moltitudine di fedeli che lo cerca per stringergli la mano o, perché no, per scattare con lui un immancabile selfie. E allora, appuntamento a Cracovia per la delegazione milanese che ad oggi è la più numerosa in partenza dall’Italia.

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