Migranti: il progetto di visual journalism

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

personeI nuovi muri che stanno sorgendo in Europa per limitare l’arrivo dei profughi stanno soffocando non solo il sogno delle persone che desiderano una nuova vita ma anche quello di chi voleva abbattere i confini nel continente”. È questo l’assunto di partenza del nuovo progetto di Visual Journalism di Matteo Moretti, designer e vincitore del Data Journalism Award 2015. Il progetto si intitola Europadreaming e  apre una riflessione sulla crisi dei migranti. Sul sito www.europadreaming.eu, la cui presentazione si è tenuta oggi nel campus di Bolzano, c’è un racconto in più sezioni che approfondisce una sfaccettatura della complessa situazione europea. Per mezzo di interviste, infografiche animate, video, fotografie e testi sulle migrazioni – quelle di oggi e quelle del passato – la ricerca ha provato a mostrare cosa è rimasto del “sogno europeo” dopo oltre vent’anni di cosiddetta “emergenza immigrazione”. Matteo Moretti, docente della Facoltà di Design e Arti ed esperto di Visual Journalism, torna ad occuparsi di migranti e migrazioni dopo aver vinto, nel 2015, il prestigioso premio internazionale Data Journalism Award con il progetto di comunicazione http://www.repubblicapopolaredibolzano.it/. Lo fa con un progetto che ritrae il disfacimento del sogno di un’Europa dei diritti sotto il peso delle migrazioni dalle guerre e dalle dittature di Africa, Asia e Medio Oriente, unite all’assenza di una politica unitaria di accoglienza da parte dell’Unione europea. “Il nostro obiettivo – ha spiegato Moretti – è aprire una riflessione sul sogno europeo, erroneamente assimilato al trattato di Schengen, che Alexander Langer, nel 1995, definiva un accordo tra polizie e non il migliore modello di integrazione tra le nazioni del continente”. Il lavoro di ricerca, svolto in team, è durato oltre un anno, raccogliendo le testimonianze dei profughi, in gran parte eritrei, in procinto di passare il Brennero in treno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *