“Strana… mente artista” a tu per tu con Letizia Ferracuti

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Di Carlo Gentili, leggi le precedenti interviste, clicca qui

DIOCESI – Proseguono le interviste curate da Carlo Gentili agli artisti del territorio. Quella che vi presentiamo oggi è stata realizzata a Letizia Ferracuti, soprano, archivista parrocchiale, guida storico-artistica

Letizia presentati, parlaci di te
Mi chiamo Letizia Ferracuti ed ho 32 anni sono una mamma, un soprano lirico, storica dell’arte e archivista parrocchiale. Sono una persona solare e mi piace la buona compagnia e il Verdicchio di Matelica. Le miegrandi passioni sono le biblioteche e gli archivi in particolare quelli di Fermo, dove ci sono preziosissimi libri e carteggi che uso con molta costanza per le mie ricerche storiche. Sono laureata in Scienze e Conservazione dei Beni Culturali di Macerata e lavoro dal 2008 come guida storico artistica in diverse realtà museali locali. Il mio più grande difetto la parlantina. Sono melomane e amo Caravaggio.

Come nasce la tua passione per  storia locale e la storia in generale, tanto da  esercitare il ruolo di  Guida alle bellezze storico-artistiche del tuo Paese?
La passione nasce dallo studio, nel  senso dello studio del latino.  L’esigenza è quella di capire da dove si viene per andare avanti. Il lavoro di guida ti permette senza fatica di conoscere tante persone di confrontarti e di metterti alla prova ogni giorno. Mi piace in particolare lavorare con i gruppi in età scolare perché i bambini ti fanno conoscere e vedere cose o situazione in maniera nuova, sempre attenta e mai scontata. Mi ricordo che una volta, accompagnando una scolaresca,  di fronte al quadro della Madonna di Reggio al Museo Sistino Vescovile di   Montalto, i bambini dai sei ai dieci anni hanno visto che Gesù bambino seduto davanti alla madre non stava pregando ma spiegandoLe qualcosa. Hanno detto “ vedi  quel Bambino parla e la Mamma ascolta!!!” e ancora  “Chi è quell’uomo severo con naso aguzzo?” io risposi: “quel personaggio rappresentato è il papa  Sisto V ed infatti una delle sue virtù fu la severità”. Mi sorprendo sempre di questa capacità di osservare dei fanciulli.

Cosa si riesce a trasmettere parlando di arte e di cultura? Cosa si cela di così importante per un uomo dei nostri giorni dietro ad un quadro del passato o ad una scultura antica?

Arte e cultura:  prima metterei la parola cultura. Vittorio Sgarbi nella trasmissione “Virus” ha  parlato  del significato di cultura e di arte: senza di essa esiste solo l’ignoranza e questa porta solo situazioni negative. Invece dalla cultura nasce ogni bene anche l’arte nasce dalla cultura. L’arte è veicolo di passione,  di amore e di sublime dove ogni uomo si può confrontare. Così dietro  ad un quadro o una scultura antica si celano valori universali: di lavoro, ricerca, impegno e amore per il bello.

L’archivio parrocchiale che tu in qualche modo contribuisci a valorizzare e custodire, nasconde solo sterili dati e fredde cifre oppure apre spazi riflessivi per comprendere la vita del passato con le sue gioie e i suoi dolori? Descrivicene le emozioni

Sono archivista parrocchiale dal 2009:  l’archivio parrocchiale è un ente storico nato per accogliere i documenti, gli atti della parrocchia,  fin dalla nascita della chiesa a Montelparo. L’ Archivio Storico Micaelico della parrocchia di San Michele Arcangelo di Montelparo prende questo nome dalla volontà di essere ente. La parrocchia è madre e l’archivio il figlio. Come ogni ente storico in esso non si esercita solo la tutela ma anche la divulgazione del sapere, come nel mito della Biblioteca di Alessandria fondata da Tolomeo II Filadelfo. L’ Archivio Storico Micaelico nasce dall’unione degli Archivi Parrocchiali delle quattro Parrocchie che esistevano a Montelparo. Le Parrocchie governavano su 17 chiese nel territorio di Montelparo. Viste  le difficoltà di distinguere ed accorpare  i vari  documenti originari dei  diversi archivi che si sono aggregati a quello della chiesa Matrice di San Michele Arcangelo, si è convenuto di far chiarezza, nel solco di una continuità storico temporale . Nel 2009, con mia grande gratitudine e stima, fu il Priore Pelliccioni Don Gian Luca ad affidarmi il riordino, mentre  nel 2014 fu  il Priore Maiolini P. Agostino, a confermare nomina. Ogni carta racconta una storia e ogni storia un grande amore come quello di Gregorio Petrocchini,  Cardinale di Montelparo,  che lasciò  6000 scudi  per la costruzione  della prima collegiata della Diocesi di Montalto, ovvero quella di San Gregorio Magno come ha ben rilevato  Catani Mons. Vincenzo nel suo studio LA CHIESA TRUENTINA.

Parlaci di un documento, di un manoscritto ,  di un quadro  o di un’opera d’arte che ti ha emozionata. Oppure di un reperto poco conosciuto ma che si è rivelato  particolarmente importante per la collettività

La realtà più bella di Montelparo,  più rara e  sconosciuta  a tanta gente, è Montelparo stessa. Solo dagli anni ’90 con gli studi di Giuseppe Crocetti si è riusciti ad identificare la storia e l’arte  del borgo medievale. Grazie ai suoi parroci che si sono susseguiti nel tempo si è cercato di far ordine e di capire la storia. Nel 2015 per volontà dell’Ammistrazione e allo sforzo gratuito,  di storici, archeologi e storici dell’arte si è redatta, la nuova guida storico-artistica del borgo: Montelparo Picena. Chiostri e Monumenti.  Nei miei interventi mi sono occupata anche della chiesa di Sant’Antonio da Padova piccolina, antichissima del secolo del XVI d. C. Fu abbellita dal quinto Vescovo di Montalto Girolamo Codebò, che donò le due acquasantiere in travertino poste una per ogni porta di entrata, mostranti la figura del suo stemma vescovile: un bue fiero dalle evidenti cornae forse commissionò anche i tre altari Seicenteschi, in stucco dorato, ad Annibale Bonfini, figlio del più noto Martino. Ma come sempre,  lo studio apre sempre nuovi dubbi tutti ancora da indagare: Montelparo come la storia sono tutti in divenire.

Oltre alla storia, veniamo ora all’altra tua grande passione: la musica interpretata come soprano. Come nasce in una giovane la passione per la musica tanto da farne motivo di studio, di apprendimento e di cultura personale?

La mia passione per la musica nasce a 11 anni con il Maestro Paolo Stappa violinista dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana finchè non scopro la lirica e dal corso di violino al Conservatorio G.B. Pergolesi di Fermo passo ai corsi accademici di Canto lirico con il Tenore Nazzareno Antinori e di musicale vocale da camera con il Mezzosoprano Elisabetta Lombardi.  Maestri stupendi tutti e tre:  da ognuno ho imparato tanto non solo di musica e anche sulla vita.  La musica è uno studio permanente che ti insegna sopra ad ogni cosa l’umiltà e il lavoro con gli altri.

Chi è il compositore che riesce ad emozionare sia il pubblico  che il cantante? Cosa si nasconde dietro alle sue composizioni? Qual è la magia che con la sua musica ci racconta a distanza di tanti anni ed ancora riesce ad emozionarci?

Mozart il mio grande preferito:  genio irriverente e malinconico,  la sua opera preferita è il Don Giovanni , un uomo che non si pente di nulla di quello che ha fatto nella sua vita e decide in punto di morte di non scendere a compromessi; meglio l’Inferno che il Paradiso ma a che prezzo: la dannazione eterna. La sua musica, dopo tanti anni, è ancora attuale usata in tantissimi spot… come non ricordare la Marcia Turca o l’aria Non più  andrai farfallone amoroso e tante altre… Mozart è un uomo che attraverso la sua musica, racconta l’Eterno.

L’arte e la musica rivestono un ruolo secondario nella scuola italiana sia come considerazione che a livello operativo. Quindi la scuola non educa e non avvicina il giovane a queste realtà creative. Come fare, allora, per avvicinare la gente all’arte ed in particolare i giovani?

Il rimedio non lo conosco ma i genitori potrebbero andare a qualche concerto gratuito in particolare. La  Diocesi di San Benedetto è palcoscenico nel periodo estivo di tanti eventi culturali e musicali. L’unico rimedio forse è la frequentazione e molto spirito di curiosità.

Collabori con il gruppo teatrale di Montelparo tanto che hai anche  inciso una colonna sonora per un testo teatrale inedito. Ce ne parli?

La compagnia il Murello di Montelparo, con grande affetto, dello stacanovista, Presidente Giuseppe Mariucci, mi ha proposto nel 2012 per il Quattrocentenario dalla morte del Cardinale Gregorio Petrocchini , su musiche inedite del Maestro Luca Lupi, di partecipare con un contributo cantato, il  Pater Noster, alla colonna sonora per la commedia Il Cardinal Montelparo di Filippo Cruciani. Esperienza formativa ed emozionante. La musica prima di tutto specchio dell’animo.

Il tuo ricordo piu’ bello  o l’emozione piu’ coinvolgente legati al tuo ruolo di soprano?

Il ricordo più bello fu un concerto a Porto San Giorgio dopo aver cantato in tutta Italia cantare di fronte a mia madre in lacrime ed ai mie amici Puccini e Verdi mi è sembrato di volare.

Arte e spiritualità: connubio ancora valido? Colloquio aperto o le nuove frontiere dell’arte hanno abbandonato il cuircuito religioso e l’afflato spirituale?
L’arte non ha abbandonato la spiritualità; ha bisogno come il ogni flusso di coscienza di esplodere per poi ritornare. In questo momento storico l’arte è considerata maggiormente  come produzione commerciale perché tutto e monetizzabile. L’opera perde agli occhi dei più il suo connotato spirituale,  ma non e’ cosi’. L’arte e’ prodotto dello spirito e quindi di eternita’. Essa stessa e’ spiritualita’,  anche se alcuni non lo vogliono  piu’ riconoscere o legarla ad un concetto di religiosita’. In verita’ ogni artista produce per essere ricordato. Qui  entra il concetto leopardiano del prodotto artistico sia esso letterale,teatrale, musicale e oggetto d’arte che si crea per sconfiggere la morte. Non ditemi che l’arte non e’ spiritualita’. E’ solo quello,  da secoli!

One thought on ““Strana… mente artista” a tu per tu con Letizia Ferracuti

  • 19 aprile 2016 at 11:21
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    Letizia il tuo amore per l’arte risveglia il desiderio di conoscere.
    La tua ricerca costante ti porti tanti frutti.
    Emanuele

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