Le Marche sanno promuovere il territorio

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MARCHE – Uno dei più prestigiosi quotidiani nazionali, il Corriere della Sera che rilancia oggi  una rubrica “ Il Bello dell’Italia” con un’inchiesta intitolata “Siamo il Paese più sognato al mondo. Ma il turismo rende solo 76 miliardi”,  cita le Marche come esempio di capacità di promozione turistica rispetto ad altre regioni :“Le Marche, per esempio, che si promuovono con campagne social, mostre legate al Giubileo e valorizzando artisti «adottati» come Lorenzo Lotto e altre regioni più o meno confinanti che fanno meno.  Ancora il sogno, il desiderio: in fondo, ci si innamora di qualcosa di irreale, no? La sfida è rendere possibile una relazione vera, forse anche duratura con i visitatori.

“ Evidentemente – commenta l’assessore regionale al Turismo-Cultura, Moreno Pieroni –aver puntato  sul viaggio e sulla vacanza di qualità che suscita emozioni ed è moltiplicatrice di esperienze,  consolida una reputazione turistica positiva e conferma la tendenza che le Marche vanno veramente di moda. Si sta percependo, insomma,  che aver abbinato il bello della natura a quello culturale e declinando sotto la voce promozione turistica tutte le eccellenze del territorio sta restituendo, anche in termini di visibilità,  l’immagine più  veritiera  della nostra regione.  Ed è certamente premiale che il Corriere della Sera ci prenda ad esempio in un articolo che parla di bellezza del nostro Paese e di attrattività, anche se c’è ancora molto da fare per mettere a frutto le potenzialità del turismo in termini di risorsa economica.”

“Comunque – prosegue Pieroni – se è vero come dice il Corriere che  i posti dove la permanenza dei turisti è maggiore (perché ci si torna più spesso) sono quelli della cosiddetta «Italia nascosta» “ , le Marche in tal senso hanno un potenziale enorme e potranno diventare meta ambita, se sapremo coltivare e alimentare il saper vivere della provincia, la qualità di vita assunta come autentico stile, fatto da accoglienza familiare senza far mancare i comfort del benessere.  Insomma si potrebbe dire, mutuando un vecchio slogan che  “piccolo è ancora bello” perché a misura d’uomo e non a caso ho richiamato più volte il concetto di regione che si percorre e si può vivere come un’unica grande città.“

Il quotidiano indaga anche su una malattia particolare, “ l’italianite”, un “batterio” contratto dagli stranieri che raggiungono il nostro Paese:  L’italianite è subdola, perché fa sì che il contatto con il nostro Paese susciti ben più di una semplice e scontata ammirazione per la bellezza, per la storia: è come se nello straniero affiorasse un istinto che vaga tra possesso e protezione, amore e insieme rabbia cieca per quelle cose che non funzionano.

“ Siamo convinti – conclude Moreno Pieroni ironizzando –  che entro poco tempo si scoprirà un nuovo batterio: la “marchigianite”, che significherà più che altro non voler trovare antidoto alla bellezza dei nostri borghi storici, alle colline che degradano al mare, ai capolavori artistici rintracciabili e da scoprire in ogni più piccolo paese.“

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