Riflessione di Gianfilippo Di Benedetto sui ragazzi autistici esclusi dalla gita

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AutismoDi Gianfilippo Di Benedetto, Omphalos “autismo & famiglie” Onlus

GROTTAMMARE – Livorno e Isernia, ci risiamo, seppure vivono a centinaia di chilometri di distanza, Giulio 14 anni a Livorno e Luigi 15 anni ad Isernia, hanno vissuto con le loro famiglie esperienze uguali. Un giorno come un altro sono andati a scuola ed hanno trovato le aule vuote…compagni e insegnanti erano andati in gita senza che loro ne sapessero niente.

Non si è trattato di una punizione ma semplicemente una “disattenzione”: Giulio e Luigi sono autistici, e non c’è stato il tempo necessario, se non la mattina stessa, per avvertire le famiglie che non avrebbero trovato i compagni.

I compagni non sono andati molto lontano, la classe di Giulio ha visitato i boschi a pochi chilometri da Livorno per vedere i soffioni boraciferi, mentre quella di Luigi si è recata nella vicinissima Venafro per visitare alcuni luoghi di interesse storico, però malgrado questo sembra che i rispettivi consigli dei docenti abbiano deciso che le gite non erano adatte per Giulio e Luigi, ma soprattutto si sono “dimenticati” di avvisare le famiglie.

La scuola di Livorno non ci sta e risponde alle accuse: “Noi abbiamo Giulio da anni, siamo una scuola dell’inclusione e non abbiamo mai avuto problemi, la mamma di Giulio è stata avvisata la mattina stessa, se si è sentita messa da parte e scavalcata poteva venire da me, visto che i rapporti sono sempre stati perfetti. Se c’è stato un difetto di comunicazione ci saremmo spiegate”!!!

Il dirigente scolastico di Isernia ha incontrato la madre di Luigi: “le ho fatto le scuse per quanto accaduto – ha detto contattata al telefono – c’è stato un errore nell’organizzazione e la mancata comunicazione. Un errore, mi creda, in buona fede”.

Una riflessione sulle quotidianità delle famiglie come quella di Giulio e Luigi e sulla loro esclusione sociale può essere fatta pensando a tutti quei gruppi a Livorno, Isernia e in tutta Italia, di mamme e papà sui telefonini, in cui si “parla” delle più svariate stupidaggini, piene di sorrisini, faccine da ebeti e dita all’insù,  in cui nessuno ha avuto l’idea di nominare Giulio e Luigi

Fortunatamente nella stessa era dei social, quella che poteva rimanere un’incomprensione tra famiglia e scuola diventa giustamente virale la rete si solleva per dimostrare solidarietà al ragazzo e ribadire la gravità della sua esclusione. Le richieste di un chiarimento arrivano  fino ai consigli comunali, a Livorno  è il vice sindaco a interpellare direttamente i dirigenti scolastici: “Vigilerò su quello che è accaduto, soprattutto voglio fare chiarezza. Ho invitato una nota ufficiale all’Ufficio scolastico per raccontare che cosa è accaduto formalmente”.

Eppure c’è chi ricorda che la legge prevede che agli alunni con disabilità grave deve essere garantita la partecipazione, su base di uguaglianza con gli altri alunni, a tutte le attività previste dal sistema scolastico, inclusi, quindi i viaggi di istruzione, come stabilito dall’articolo 30 della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.

È assurdo che solo il 2 aprile scorso si sia celebrata la giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo con milioni di luci blu accese in tutto il mondo e pochi giorni dopo siamo già di fronte a questi esempi di negazione dei diritti e della dignità dei bambini autistici.

Qualche mese fa mio figlio Fabio, 13 anni, autistico, è tornato felice dalla gita di due giorni all’Expo con la sua scuola di Grottammare, nessuno dei suoi compagni avrebbe rinunciato alla sua presenza, per fortuna non tutte le scuole sono uguali.

 

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