Francia: i vescovi e la lotta contro la pedofilia

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FranciaVigilanza capillare su tutto il territorio francese. Questa la parola d’ordine che si sono dati i vescovi di Francia per rispondere con determinazione agli scandali che hanno travolto come una bufera la diocesi di Lione e il cardinale Philippe Barbarin. Martedì 12 aprile, a Parigi, il presidente della Conferenza episcopale francese, monsignor Georges Pontier, ha convocato la stampa per annunciare una serie di misure concrete che sono state prese per lottare, prevenire ma soprattutto fare luce sui casi di pedofilia.

La prima misura è l’istituzione in ogni diocesi e provincia ecclesiastica di “cellule” locali di sorveglianza; la realizzazione di un sito internet rivolto espressamente alle vittime che permetterà loro di mettersi in contatto con le “cellule” presenti sul territorio; l’attivazione di un indirizzo mail – paroledevictimes@cef.fr – a disposizione di chiunque voglia fare una denuncia o chiedere informazioni. E’ intenzione dei vescovi francesi dare la possibilità alle vittime di essere “accolte, ascoltate e accompagnate”, ha detto monsignor Pontier, augurandosi che in questo modo e con questi mezzi “le vittime possano entrare facilmente in contatto con le persone incaricate a questo ascolto”.

I vescovi hanno poi istituito una “Commissione nazionale indipendente”che sarà attiva a partire dall’estate di quest’anno. Sarà presieduta da una personalità laica qualificata e composta da magistrati, psicologi, familiari delle vittime. Spetterà alla Commissione consigliare i vescovi nella valutazione dei preti che hanno commesso atti reprensibili . A fianco della Commissione proseguirà il suo lavoro la già esistente “Cellula permanente di lotta contro la pedofilia”, presieduta dal vescovo di Pontoise monsignor Stanislas Lalanne ed istituita presso la Presidenza della Conferenza episcopale: sarà suo compito proseguire il lavoro di prevenzione e lotta alla pedofilia, accompagnare, coordinare e consigliare le cellule locali nonché interloquire con le Associazioni delle vittime. Verrà poi realizzato un sito internet di pubblico accesso rivolto in modo particolare agli educatori, animatori delle pastorali giovanili, insegnanti, seminaristi dove sarà possibile trovare strumenti di approfondimento e un vademecum.

Le misure adottate sono state al centro di un serrato dibattito tra i vescovi che si è svolto nel mese di marzo in Assemblea plenaria a Lourdes all’interno dell’episcopato francese e sono state prese dal Consiglio permanente della Cef che si è riunito a Parigi l’11 e il 12 aprile proprio per fare il punto  sui casi di pedofilia che sono emersi nell’ultimo periodo.

Il cardinale Barbarin, arcivescovo di Lione, è attualmente al centro di due inchieste per “mancata denuncia”, riguardanti un sacerdote della diocesi, padre Bernard Preynat ,che ha compiuto abusi su minori più di 25 anni fa su giovani scout. La storia del cardinale Barbarin dimostra che “nella storia delle diocesi – hanno spiegato oggi i vescovi – permangono casi particolari sui quali, sebbene siano accaduti nel passato, è necessario fare luce. Noi ci impegniamo  fare questo lavoro”.

La linea della “tolleranza zero” indicata dal Vaticano è chiara: “Spetta ai vescovi che  vengono a conoscenza di fatti specifici – ribadiscono i vescovi francesi in un comunicato diffuso subito dopo la conferenza stampa – adottare le misure di protezione necessarie, fino alla decisione di rivolgersi al tribunale, al fine di fare tutto il possibile per proteggere i bambini ei giovani”. Le misure prese saranno quindi poi adeguate alla “decisione del tribunale e in attesa dell’esito della procedura canonica”.

In realtà, è dal 2000 che i vescovi francesi si sono schierati in questa battaglia contro la pedofilia e già allora la Chiesa affermava: “se l’aggressore è un prete, c’è un doppio tradimento. Oggi questi casi tragici riguardano pochi sacerdoti ma se pure ce ne fosse solo uno di caso, sarebbe comunque troppo”.

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