Acquaviva, a tu per tu con il Vescovo Lobo: Vi racconto il miracolo di Madre Teresa

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Vescovo Don Alfredo Vescovo SuorePatrizia Neroni

ACQUAVIVA PICENA – Sua Eccellenza Mons. Salvadore Lobo vescovo di Baruipur-Calcutta è partito dall’India per essere presente a Roma nel giorno in cui sarà canonizzata la Beata Madre Teresa, in attesa del grande giorno visiterà i Paesi europei. Nel suo lungo viaggio ha trovato il tempo per fermarsi anche ad Acquaviva Picena a salutare le suore indiane del Piccolo Fiore di Betania, una delle quali suor Isabella, superiora dell’ordine, è una sua compaesana e anche una parente.
In questi giorni Mons. Lobo ha visitato Acquaviva e i paesi circostanti, incontrato il parroco don Alfredo, il vescovo Sua Eccellenza Mons. Carlo Bresciani e il vescovo emerito sua Eccellenza Mons. Gervasio Gestori e le suore che sono con lui, quelle della congregazione Francescana del Sacro Cuore. Poi ha gentilmente accettato di rilasciare un’intervista.

Mons. Lobo, le è piaciuta Acquaviva Picena?
Acquaviva è un paese molto bello. La cosa che mi ha maggiormente colpito sono le sue lunghe distese di colline e le profonde valli che le dividono, come a formare le onde di un mare mosso.

Lei ha conosciuto Madre Teresa, come la ricorda?
Io ho conosciuto la Beata Madre Teresa la prima volta nel 1975, dopodiché ci siamo incontrati tante volte. Era una donna semplice e carismatica. Aveva una grande forza di attrazione, come una calamita. Il suo servizio e la sua fede lasciavano un segno indelebile in tutti quelli che la incontravano.

Qual è stato il miracolo che ha portato alla sua canonizzazione?
Quella di un uomo, un ingegnere meccanico di Santos in Brasile, guarito da un tumore maligno al cervello. L’uomo venne ricoverato in ospedale in terapia intensiva in stato di incoscienza il 9 dicembre del 2008 e i medici dissero alla moglie che oramai non potevano fare più nulla e che l’uomo stava morendo. La moglie però, profondamente religiosa, nonostante tutto continua a pregare e ad un certo punto il marito si sveglia chiedendo perché fosse in ospedale. Caduto in coma egli non si rese conto di cosa gli fosse successo. I medici decidono il mattino seguente di fare degli esami e scoprono con loro meraviglia e incredulità che il tumore è scomparso. Non ne rimase nessuna traccia. Gridano così al miracolo per intercessione di Madre Teresa.

Lei eccellenza, pensa che la canonizzazione di Madre Teresa possa aiutare ad avvicinare i cuori degli indiani non credenti o che si sono allontanati dalla religione cristiana cattolica?
Sì. Sono già avvenute molte conversioni di persone che dopo aver conosciuto la storia di Madre Teresa hanno creduto.

Secondo lei qual è il messaggio di Madre Teresa per il mondo d’oggi con tutti i suoi problemi?
Quello di essere tutti, nessuno escluso, ambasciatori di pace e di misericordia. Non è un caso che Sua Santità Papa Francesco abbia scelto proprio l’Anno della Misericordia per canonizzarla. sarà l’unica canonizzata di quel giorno.

Lei ha visitato anche Loreto e la Basilica della Santa Casa, quali emozioni ha provato?
È la prima volta che visito Loreto ed entro nella Santa Casa. In quel luogo santo si sperimenta la volontà del Signore. L’obbedienza di Maria. Quel “SI’” che ha cambiato la storia dell’umanità portando la salvezza a tutti gli uomini e la vittoria sulla morte.

In questa sua brevissima permanenza ha incontrato le suore del Piccolo Fiore di Betania , Mons. Bresciani, Mons. Gestori e le sue suore francescane del Sacro Cuore, i frati agostiniani e il parroco don Alfredo. Come li ricorderà?
Sono stati tutti molto accoglienti e cordiali. Parto con un’immensa gioia scaturita dall’avere  incontrato e conversato con persone così eccellenti e ricche di fede. Porterò sempre con me un bellissimo ricordo. Di don Alfredo in particolare ricorderò il suo dinamismo, la sua vivacità, la sua energia. Grandi qualità per un pastore che il Signore ha chiamato ad essere guida per il Suo gregge.

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