Da “Amoris Laetitia” emerge una Chiesa che “sa di essere per strada e che sceglie di starci fino in fondo”

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Sala StampaCITTA’ DEL VATICANO – Venerdì 8 aprile, nell’aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, si è tenuta la Conferenza Stampa di presentazione dell’Esortazione Apostolica post-sinodale del Santo Padre Francesco “Amoris Laetitia”, sull’amore nella famiglia.

L’esortazione Apostolica di Papa Francesco è stata presentata dal Card. Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi; il Card. Christoph Schonborn, Arcivescovo di Vienna; i coniugi prof. Francesco Miano (a breve pubblicheremo l’intervista), Docente di Filosofia Morale e Prof.ssa Giuseppina De Simone, Docente di Filosofia.

L’Esortazione Apostolica “Amoris Laetitia”, raccoglie i risultati di due Sinodi sulla famiglia indetti da Papa Francesco nel 2014 e nel 2015, le cui relazioni conclusive sono citate, insieme a numerosi contributi di alcuni scritti dei suoi predecessori e alle numerose catechesi sulla famiglia dello stesso Pontefice. L’esortazione rappresenta una ulteriore eminente espressione del pontificato di papa Francesco; rappresenta una splendida sintesi e proiezione verso ulteriori orizzonti.

L’Esortazione Apostolica colpisce per ampiezza e articolazione. Essa è composta di nove capitoli, suddivisi in 325 numeri, con 391 note, e la preghiera finale alla Santa Famiglia. Il Santo Padre spiega lo sviluppo del documento: l’ouverture, ispirata alla Sacra Scrittura (cap. I), dà il tono adeguato al documento, per passare poi a considerare la situazione attuale delle famiglie (cap. II), alla luce dell’insegnamento della Chiesa sul matrimonio e la famiglia (cap. III). All’amore nel matrimonio (cap. IV), che diventa fecondo nella famiglia (cap. V), spetta il posto centrale nel documento. Seguono alcuni orientamenti pastorali per costruire famiglie solide e feconde, secondo il piano di Dio (cap. VI), e per fortificare l’educazione dei figli (cap. VII). Il capitolo VIII è un invito alla misericordia e al discernimento pastorale di fronte a situazioni che non rispondono pienamente all’ideale che il Signore propone. L’Esortazione si conclude con alcune linee di spiritualità familiare (cap. IX). Nell’introduzione, Papa Francesco stesso spiega la ragione della inevitabile estensione del testo. La riflessione del cammino sinodale ha fatto sì che l’Esortazione Apostolica post-sinodale comprendesse non solo le questioni strettamente inerenti alla famiglia, ma anche molti e diversi temi. La lunghezza e l’articolazione del testo richiede una lettura non affrettata, non necessariamente continua, anche a seconda dell’interesse dei diversi lettori.

Con questo testo «si supera la divisione fra “regolare” e “irregolare” tutti vengono posti sotto l’istanza comune del Vangelo»
Sulle cosiddette situazioni irregolari si è soffermato il cardinale Christoph Schönborn che ha ricordato il suo personale vissuto, dichiarando di essere cresciuto in famiglia patchwork. «Papa Francesco ha posto la sua Esortazione sotto la frase guida: “Si tratta di integrare tutti” perché si tratta di una comprensione fondamentale del Vangelo: noi tutti abbiamo bisogno di misericordia! “Chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra” (Gv 8, 7). Tutti noi, a prescindere dal matrimonio e dalla situazione familiare in cui ci troviamo, siamo in cammino. Anche un matrimonio in cui tutto “vada bene” è in cammino. Deve crescere, imparare, superare nuove tappe. Conosce il peccato e il fallimento, ha bisogno di riconciliazione e di nuovo inizio, e ciò fino in età avanzata».

“Nelle parole del Papa abbiamo riassaporato la bellezza del nostro essere genitori”. Lo hanno detto i coniugi Francesco Miano e Giuseppina De Simone, da cui emerge non una Chiesa “che sale in cattedra”, ma che “sa di essere per strada e che sceglie di starci fino in fondo”, ma che proprio per questo “può farsi maestra che aiuta a fare chiarezza e a ritrovare ogni volta il senso del procedere”. Al centro dell’esortazione postsinodale di Francesco, per i coniugi Miano, c’è il matrimonio come “processo dinamico”, come sfida “che richiede di lottare e di rinascere, di reinventarsi e di ricominciare sempre di nuovo, fino alla morte”. Tra le novità, l’accento messo dal Papa sulle “passioni” e sulla dimensione erotica dell’amore, che non è “un male permesso” o “un peso da sopportare”, bensì “il dono di Dio che abbellisce l’incontro con gli sposi”. Nella famiglia, scrive inoltre Francesco, è “importante essere chiari” nel rifiutare qualsiasi forma di “sottomissione” che non sia il “vivere rivolti agli altri”, l’”appartenenza reciproca liberamente scelta” in cui tutto è orientato a “fare in modo che l’altro viva in pienezza”.

Tra i primi commenti ad accogliere “Amoris Laetitia” è stato quello del nostro vescovo Carlo, il quale ha affermato: l’Esortazione trasuda comprensione, affetto, empatia, vicinanza al cammino e alle difficoltà di ogni famiglia. Esprime incoraggiamento, invita al superamento di ogni timore ad abbracciare il sacramento del matrimonio, parla il linguaggio dell’esperienza e della speranza. Trasuda speranza, e speranza in abbondanza. Offre l’immagine di un padre che, senza nascondere nessuna verità, si china con la braccia aperte ad accogliere tutti, con l’ansia di donare a tutti la misericordia di Dio esortando a non scoraggiarsi mai: “Camminiamo, famiglie, continuiamo a camminare!”, senza scoraggiarsi per le difficoltà, solo così potrere godere la gioia dell’amore.

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