A Loreto, sulla carrozzina, ho varcato la Porta che dalla Madre porta al Figlio

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LoretoDi Adriano Marchetti

Mi chiamo Adriano Macchiati, sono di Corridonia in provincia di Macerata. Sono un ragazzo che vive un’esistenza normale, con i suoi pensieri, le sue passioni e con la sua gioia di vivere. Sono un volontario impegnato nell’Unitalsi; c’è un particolare, però, sono un disabile. Dal 20 gennaio del 1985, a causa di un incidente stradale, ho perso l’uso delle gambe e da allora mi muovo con una carrozzina.

Vi lascio immaginare il mio stato d’animo, dopo l’incidente. Al risveglio dal coma mi sono sentito crollare il mondo addosso. I miei sogni erano svaniti in quel pomeriggio, ero pieno di rabbia verso tutto e tutti, ma soprattutto con Dio.

Non potevo ammettere che Dio aveva permesso tutto questo. Ma perché a me? Un giorno incontro un mio conoscente volontario dell’Unitalsi che mi invita a fare un’esperienza di pellegrinaggio a Lourdes. La sua proposta non la presi subito molto in considerazione, ma mi volli informare sulla storia di quel luogo, cosi unico e raro, ai piedi dei Pirenei a sud della Francia. Mi incuriosivano i vari miracoli avvenuti che suscitavano in me una certa attrazione. Decisi di partire con il treno bianco della sezione Marchigiana. Con molti dubbi, molte domande e tanti perché… Sono partito anche con la speranza di un miracolo, certamente fisico, ma anche spirituale. A Lourdes ho sentito il forte abbraccio della Mamma che accoglie un figlio disperato. Un abbraccio unico dove le mie domande e i miei dubbi hanno trovato una risposta. La Vergine mi ha fatto capire il grande dono della Vita che Dio mi ha voluto lasciare. Nel nostro cammino incontreremo sempre delle pietre, ma sta solo a noi se costruire muri o passo dopo passo schivarle per giungere ad attraversare quella porta che Maria ci indica.

L’emozione di Lourdes l’ho rivissuta attraversando la Porta Santa del Santuario Mariano di Loreto.

Ho rivisto quella luce che Maria ci indica per andare incontro al suo Figlio. La Vergine mi ha accompagnato nel percorso giubilare all’interno del Santuario, portandomi per mano e facendomi gustare la bellezza dei vari momenti di riflessione. Certamente il momento più bello è stato l’incontro con Gesù eucarestia, dove ho riscoperto in quello spezzare il pane la fragilità della mia vita. Se posso dare un suggerimento in questo anno di Misericordia, vi vorrei far riflettere sul fatto che la Madonna ci chiede di aprire il cuore alla speranza e vedere la luce che ci porta al Figlio. Per me varcare la Porta Santa di Loreto è stato come abbandonarmi all’abbraccio di Maria, per ricevere la forza di affrontare la mia di vita. La vera felicità si incontra solo in Gesù, aprendo la porta Santa di Loreto ho chiesto a Maria, Madre della Misericordia, di tendermi la mano per aiutarmi a portare la stessa speranza e la stessa gioia a tutti coloro che ancora non hanno scoperto la bellezza e l’amore misericordioso di Dio.

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