Diocesi, Simone: “Quando varco la soglia della Caritas sento il profumo della Carità”

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Di Silvio Giampieri

MARTINSICURO – Nella Domenica delle Palme i ragazzi che si stanno preparando per la cresima nella Parrocchia Sacro Cuore di Martinsicuro, sono stati accompagnati dagli educatori presso la Caritas diocesana a prestare servizio e condividere il pranzo.
Riportiamo qualche pensiero personale che i giovani hanno voluto esprimere per raccontare le risonanze vissute dopo questo incontro con persone che si trovano in condizione di disagio.
“Penso che l’esperienza fatta ti faccia capire che c’è gente che non ha niente e non sa come vivere, trovandosi per strada. Spesso infatti noi buttiamo il cibo in avanzo, mentre per queste persone è oro. Una giornata fantastica, sono contenta anche di aver servito questi ospiti, perché mi è piaciuto essere a loro disposizione e mangiarci assieme, essendo magari disprezzati da altri, mentre invece sono esseri umani uguali a noi. È un’esperienza che rifarei volentieri e ringrazio chi l’ha proposta”. (Giorgia)
“All’inizio pensavo ci fosse gente molto semplice che litigava in continuazione anche per un chicco di riso, invece no.. a parte qualche discussione perché qualcuno prima aveva bevuto, quindi è del tutto normale. Comunque mi è piaciuta ogni singola stanza per i vari servizi, che ci ha fatto vedere Don Gianni”. (Fabio)
“Inizialmente avevo molti pregiudizi, ma poi mi sono reso conto delle loro condizioni e questo mi ha fatto ragionare un po’ e capire che noi siamo veramente fortunati rispetto a loro”. (Filippo)
“E’ stata un’esperienza davvero coinvolgente soprattutto dal punto di vista morale. Sono riuscito a realizzare il fatto che molte persone non riescono ad avere tante cose dalla vita.. e pensare che lì fuori chissà quanta gente si trova in situazioni peggiori!”. (Mattia)
“Ammetto che non era la prima volta che svolgevo questo servizio, ma ogni volta è come la prima ed è diversa. Quando varco la soglia della Caritas sento il profumo della Carità, il senso del servizio silenzioso che diventa realtà. Non è semplice mettersi al servizio di gente che non ha nulla, anzi è molto difficile. Il bello è che non siamo stati dei “camerieri” ma abbiamo dialogato. Spesso non sai cosa chiedere o cosa rispondere alle loro domande..ma è bastato poco per capirci nel momento in cui il mio sguardo si è incontrato con lo sguardo del vicino di tavolo. Sono rimasto colpito da un uomo particolarmente carico di sofferenza e di desiderio di essere ascoltato. Uscendo dalla Caritas mi sono chiesto, con i miei limiti e fragilità, cosa sono riuscito a trasmettere a persone che hanno molto da chiedere al nostro/loro Dio? Nel loro faticoso cammino hanno tante necessità materiali e spirituali! Mi è venuto in mente il brano evangelico della Chiamata dei discepoli, dove Gesù non sceglie scienziati e luminari ma gente semplice che metteva il cuore in ciò che faceva.. “infatti erano pescatori” . Nel pieno delle mie insicurezze m’impegno sempre nei servizi che svolgo e sono sicuro di riuscire a fare cose grandi con l’aiuto di Dio. L’esperienza di aiuto ai più bisognosi alla Caritas Diocesana apre veramente il cuore..provare per credere!!!”. (Simone)

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