Diecimila Porte sante più una: quella mobile del Galles

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PortaDi Sarah Numico

Una Porta Santa-mobile ha viaggiato per tutta la quaresima, di decanato in decanato, nella diocesi di Wrexham, nel Galles settentrionale. Siccome una buona fetta della popolazione della diocesi è anziana e farebbe fatica ad andare alla Cattedrale per attraversare la Porta Santa, il vescovo, monsignor Peter Brignall ha fatto costruire una porta di legno richiudibile, bianca, leggera ma solenne, che ogni sabato è stata caricata su un carretto e rimontata in una chiesa diversa, perché tutti i fedeli sparsi nella diocesi potessero avere l’opportunità di vivere questo momento.

“Il Giubileo significa la grande porta della misericordia di Dio ma anche le piccole porte delle nostre chiese aperte per lasciare entrare il Signore – o tante volte uscire il Signore – prigioniero delle nostre strutture, del nostro egoismo e di tante cose”: mons. Brignall cita Papa Francesco per spiegare perché l’idea di questa porta che non vuole chiudere fuori nessuno e che non deve difendere niente, ma solo lasciar passare. Questo vescovo “creativo” è però andato oltre e ha avuto l’intuizione di scardinare persino l’idea di una Porta Santa che sta ferma e aspetta che la gente la valichi. La Porta Santa-mobile di Wrexham si sposta per rendere la misericordia di Dio vicina a tutti, portando direttamente alle persone questo speciale simbolo dell’anno giubilare che la Chiesa sta vivendo. Come a dire: la misericordia va a cercare le persone là dove sono e lo sforzo che bisogna fare per raggiungerla, sentirla addosso, attraversarla, entrarci dentro è proprio piccolo.

La Porta si è lasciata così attraversare soprattutto da anziani e malati, un popolo silenzioso e discreto che abita Wrexham, così come tante città del Galles e non solo.

Per dirla con Papa Francesco, una ennesima periferia, popolata di anziani, di malati, di chi non si riesce a mettere in viaggio perché sofferente. È un esempio straordinario, nella sua creatività pastorale, quello che arriva dal Galles. Così nel computo dei pellegrini che quest’anno attraversano la Porta Santa vanno messi anche loro, quelli che hanno mille difficoltà nella mobilità. Condizione aggravata dall’invecchiamento progressivo e accentuato della popolazione europea. Non è difficile pensare che Papa Francesco abbia sorriso quando gli hanno riferito le stime sui numeri di pellegrini che dall’8 dicembre hanno varcato la Porta Santa di San Pietro. Un sorriso giustificato dal fatto che, in realtà,  sfuggono a tutti i calcoli statistici le moltitudini di pellegrini che in ogni angolo della terra hanno varcato e varcheranno le porte sante della misericordia che come per uno straordinario vento di primavera si sono spalancate in ogni angolo della terra e nei luoghi più impensati. La misericordia di Dio non si controlla, non si misura, non si gestisce, non si organizza. Scende e ricopre tutti come una pioggia abbondante e lava le ferite, toglie lo sporco, disseta, prepara la terra.

Ecco, magari va aggiornata una sola statistica. Alle 10mila Porte sante aperte in tutto il mondo, nel segno di questo Giubileo decentrato, ne va aggiunta una: quella mobile del Galles. Dunque: 10mila porte Sante più una.

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