Domenica delle Palme, Vescovo Carlo Bresciani “non possiamo essere cristiani solo nei giorni di festa”

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DIOCESI – Il Vescovo Carlo Bresciani ha presieduto domenica 20 Marzo presso la Cattedrale Madonna della Marina di San Benedetto del Tronto, la solenne celebrazione della Domenica delle Palme.

Vescovo Carlo Bresciani durante l’omelia ha affermato (trascrizione): Il centro di tutta la nostra fede cristiana è qui in questa settimana Santa.
Perché la Chiesa la celebra con estrema solennità?

Perché a nulla sarebbe servita la nascita, la predicazione e gli stessi miracoli se Gesù non fosse passato per la Croce e la resurrezione. Fermiamoci quindi a riflettere e a meditare su quanto la Chiesa ci propone all’inizio di questo ultimo tratto centrale della vita di Gesù.

Siamo partiti dall’ingresso trionfale di Gesù in Gerusalemme.
L’ingresso trionfante è l’inizio, però abbiamo appena letto la passione notiamo quindi che c’è un contrasto, il testo inizia solenne, osannandolo e la conclusione invece è drammatica. Che cosa è successo?

Forse se ci facciamo questa domanda entriamo un po’ di più nel mistero della vita di Gesù e se ci fermiamo vediamo che sono tre gli attori che entrano in scena: da una parte Gesù dall’altra la folla e il terzo è formato da un gruppo di attori, gli scribi, i farisei e i sommi sacerdoti.

Gesù entra in Gerusalemme e come ogni fedele Ebreo raggiunge il tempio come prescriveva la legge.
Nel testo poi troviamo la folla che lo riconosce, lo acclama.

Io credo che questa folle fosse sincera, forse non troppo convinta, forse un po’ interessata ma fondamentalmente sincera.

Ha sentito quello che Gesù ha fatto, ha ascoltato quello che Gesù ha detto e lo acclama: “Osanna al figlio di Davide, tu sei colui che abbiamo aspettato”.
Poi troviamo invece i sommi sacerdoti, gli scribi e i farisei che tramano. Da tempo cercavano il modo di uccidere Gesù.
Perché? Aveva fatto cose cattive?
Aveva detto semplicemente “io sono il Figlio di Dio” e per questo lo vogliono condannare, perché era scomodo, in quanto minava il potere di queste persone con le sue affermazioni: Non dovete seguire i potenti ma gli ultimi, i poveri, gli ammalati, gli esclusi, questi Dio ama.
Questo dava fastidio, quindi o Gesù negava la propria identità e cedeva ad un sopruso o restava fedele a Dio Padre.

Gli scribi i farisei e i sacerdoti come potevano risolvere la questione?
Far cambiare idea a Gesù non era possibile, allora bisognava farlo tacere. Qui nasce il dramma.
Come arrivarci se la folla è con lui?
Bisogna manipolare la folla, l’elemento più debole.
Infatti prima la folla gridava “Osanna al figlio di David” poi urlava “Crocifiggilo”. Io non credo che fosse la stessa folla, io credo che fossero un gruppo di persone che gridano più o meno prezzolati e la maggioranza silenziosa lasciava fare. È proprio qui la colpa della folla che per paura, per evitare contrasti, lascia fare.
Ad una folla se ne sostituiscine un’altra, le dittature hanno fatto sempre così, semplicemente basta trovare un gruppo di facinorosi e in arco di pochi giorni si passa dall’Osanna al crocifiggilo.

Ciò che noi stiamo meditando è legato anche all’oggi.
Anche oggi ci sono tanti attori che vorrebbero eliminare Gesù: c’è chi Lo vuole eliminare dalla cultura Europea oppure c’è chi vuole eliminare Gesù dal cuore dei fedeli.

Basta gridare, basta fare sentire i Cristiani in colpa, farli sentire arretrati: “la modernità è altro”.
I modi sono tanti.
Però facendo così non dobbiamo meravigliarci se anche oggi molti cristiani lo sono solo in Chiesa, un ora alla settimana, e poi non lo sono più.
Anche oggi è presente la maggioranza silenziosa come al tempo di Gesù.
Non dobbiamo meravigliarci che molti che si dicono Cristiani neghino Gesù: Gli affari sono affari!
Per questa incoerenza dei così detti buoni che permette anche oggi ai malvagi di trionfare eliminando la presenza di Gesù nella vita.

Carissimi non possiamo essere cristiani solo nei giorni di festa, dobbiamo esserlo anche il venerdì Santo. Questo è il dramma che ci interroga.
Ma abbiamo una speranza, Gesù è fedele a suo Padre, non segue l’ondeggiare della folla, non si piega ai superbi e ai prepotenti. Per questo motivo la Croce di Gesù è la nostra speranza, perché la sua fedeltà che non si piega è la speranza che lui non ci abbandona mai.

La Pasqua ci dice che Dio non si lascia ridurre al silenzio. Quelli che prepotenti pensavano di aver vinto gli si rivela invece una clamorosa sconfitta davanti a Dio.

Questo ci dice che solo chi segue l’ondeggiare della folla sarà sconfitto ma chi segue Dio avrà la vita, questa è la Parola di Gesù. Spetta adesso a ciascuno di noi prendere la propria posizione e domandarsi: io da che parte sto?”

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