FOTO Domenica delle Palme, Parrocchia Madonna della Speranza, Don Dino: “Più tentiamo di allontanarci da Dio e più diventiamo schiavi di tutti gli altri”

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Foto Simone Incicco e Catia Amadio

GROTTAMMARE – La Domenica delle Palme apre la Settimana Santa, la settimana della passione, morte e risurrezione del Signore.
È la Domenica in cui si benedicono le palme e i piccoli rami di ulivo, una pianta dal forte significato nella Bibbia.
In una bella giornata di sole dal clima primaverile, domenica 20 marzo alle ore 10.00, i fedeli della Parrocchia Madonna della Speranza si sono ritrovati presso la Chiesa di San Martino in Grottammare per iniziare la celebrazione.
Dopo che don Dino Pirri ha benedetto le palme, è iniziata la solenne processione verso il piazzale della Piscina Comunale di Grottammare, dove è stata celebrata la Santa Messa.
La Parrocchia ha deciso di vivere questa celebrazione in un luogo diverso, per attuare l’invito di Papa Francesco a uscire e a essere missionari verso le periferie geografiche ed esistenziali.

Don Dino durante l’omelia ha affermato: “Gesù entra a Gerusalemme e passa attraverso le nostre vicende umane.
Passa come colui che serve. Passa come colui che si dona totalmente. Passa come uno che non rinuncia a lottare contro il male, l’indifferenza, il compromesso, il peccato, l’ingiustizia. Passa per ridestarci dal sonno delle abitudini, delle comodità e dell’incredulità. Passa nella vita di Giuda, lasciandosi tradire e consegnare alla morte. Ma non rinnega la sua volontà di Amore. Passa nella vita di Pietro, che come Giuda lo ha abbandonato e rinnegato, e ora è sopraffatto dalla paura e dal senso di colpa. Come noi, quando percorriamo altre strade, lontane dalla Volontà del Padre. Passa nel Sinedrio del mondo, che vuole annientare il Vangelo, voce scomoda nei secoli. Passa da Pilato, il più potente di tutti, rivelandone la debolezza e la meschinità. Passa anche da Erode, finto sovrano, come spesso crediamo di essere noi, finti padroni della nostra vita. Rivelando l’inganno. Più tentiamo di allontanarci da Dio e più diventiamo schiavi di tutti gli altri, delle cose, di noi stessi. Gesù si sottopone anche al giudizio della folla, dei sondaggi di opinioni, delle classifiche di popolarità, del “si dice” e del “si pensa”. Su tutti il giudizio di Dio che si compie oggi: “Padre, perdonali!”.
Scrive il Papa: “L’architrave che sorregge la vita della Chiesa è la misericordia. Tutto della sua azione pastorale dovrebbe essere avvolto dalla tenerezza con cui si indirizza ai credenti; nulla del suo annuncio e della sua testimonianza verso il mondo può essere privo di misericordia. La credibilità della Chiesa passa attraverso la strada dell’amore misericordioso e compassionevole. La Chiesa «vive un desiderio inesauribile di offrire misericordia». Forse per tanto tempo abbiamo dimenticato di indicare e di vivere la via della misericordia. La tentazione, da una parte, di pretendere sempre e solo la giustizia ha fatto dimenticare che questa è il primo passo, necessario e indispensabile, ma la Chiesa ha bisogno di andare oltre per raggiungere una meta più alta e più significativa” (Misericordiae Vultus, 10). Allora, Signore Gesù, continua a passare attraverso le vicende della nostra umanità, che vive lungo questo ultimo tratto di fiume. Fa’ che la nostra comunità cristiana sia come l’asino che ti portò su di sé per le strade di Gerusalemme. Noi non siamo migliori degli altri, siamo peccatori e deboli nella fede. Ma tu non scegli i cavalli di razza, i migliori, scegli i somari. Amore Eterno, scegli noi!”

Segnaliamo infine le bellissime composizione realizzate da Mino Fanizzi che ogni anno appassionano sempre più persone. Mino ci svela un piccolo aneddoto: “quando ero giovane i ragazzi non avevano i soldi. La Domenica delle Palme era una delle poche occasioni in tutto l’anno, per un adolescente, di procurarsi qualche piccola entrata per uscire con gli amici per una pizza o una serata al cinema…infatti non avevamo la paghetta come i ragazzi di oggi. Cosi ci ingegnavamo per procurarci le foglie di palme necessarie, le confezionavamo e, qualche ora prima della messa ognuno andava in un palazzo del quartiere e cercava di venderle. Oggi naturalmente tutto il ricavato invece è a favore della nostra amata Parrocchia”

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