Arcivescovo Martin per san Patrizio, “non dimentichiamoci che era un migrante”

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Non dimenticare che san Patrizio, il patrono di Irlanda di cui ieri ricorre la festa, era “un prigioniero, uno schiavo in esilio,un senza permesso di soggiorno, un migrante”. Lo scrive l’arcivescovo di Armagh e primate di tutta l’Irlanda, monsignor Eamon Martin, nel messaggio dedicato quest’anno al Saint Patrick’s day. “Come irlandesi – si legge nel testo –, non possiamo pensare a San Patrizio  prigioniero schiavo in esilio, clandestino, migrante senza riconoscere le enormi sfide umanitarie e pastorali che ci pongono un numero crescente dipersone che si trovano sfollate e senza documenti nel nostro mondo”. È quanto “scandalosamente” si presenta oggi con “la crisi dei profughi qui in Europa“: “Vi chiedo quindi di pregare per i rifugiati e per tutte le famiglie sfollate in questo momento”.Grande festa oggi in Irlanda e per gli irlandesi nel mondo per il patrono d’Irlanda, santo cattolico e protettore dell’isola verde. “Dalla città cattedrale di Armagh – scrive mons. Martin –, inviocalorosi saluti nel giorno di san Patrizio a tutti gli irlandesi in patria e all’estero e a tutti coloro che si uniscono nel celebrare il nostro patrono. Consapevoli che il nostro Santo protettoreincontrò l’Irlanda come  migrante, porgo un saluto speciale ainuovi irlandesi, ai molti migranti che hanno ora la loro casa tra noi. Céad mile failte romhaibh!”. Nel messaggio l’arcivescovo lancia poi un invito sull’esempio del Santo: “Apritevi adun’amicizia personale con Cristo e ad una esperienza della misericordia di Dio nella vostra vita. Questa esperienzacambierà la vostra vita, come ha fatto per San Patrizio, e vi ispirerà come raggiungere in misericordia e carità coloro che soffrono e che hanno bisogno”.

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