La quinta e ultima Domenica di Quaresima ci aiuta a comprendere il gesto di lasciar cadere dalle mani le pietre

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Giubileo (36)Di lauretanum

DIOCESI La quinta e ultima Domenica di Quaresima ci aiuta a comprendere il gesto di lasciar cadere dalle mani le pietre, che Gesù ottiene davanti all’adultera dai suoi stessi accusatori, cuore della Celebrazione eucaristica di questa penultima tappa festiva quaresimale. Il brano evangelico dell’adultera (Gv 8, 1-11) fa sicuramente parte di quei passi che è impossibile leggere senza subirne tutto il fascino intramontabile e la portata rivoluzionaria: assolutamente disarmante, in senso figurato, ma anche letterale, dal momento che gli accusatori lasciano cadere a terra le pietre che avrebbero dovuto e voluto scagliare contro la donna colta in flagrante adulterio. “Non resterà pietra su pietra” dirà Gesù, parlando del Tempio di Gerusalemme, di cui preannuncia la distruzione. Ma il monito pare andare oltre il fatto storico.

Un rischio anche nostro, infatti, quello di sgretolarci come pietre, se non riusciamo a scoprire il motivo profondo per cui la Legge di Dio è stata data. Dio, che ci ama e che vuole vedere la nostra felicità, ci chiama a essere “pietre vive”, su cui costruire un edificio saldo, ma non con un peso eccessivo su stesso che ne minacci la possibilità di restare in piedi. La solidità della costruzione dipende da Cristo, non dalla nostra presunzione di ergerci, da soli, a giudici gli uni degli altri. “La pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d’angolo: una meraviglia ai nostri occhi” (At 4, 11): con queste parole, messe in bocca all’Apostolo San Pietro, l’evangelista San Luca esemplifica, richiamandosi ai Profeti, la figura di Cristo, che non è venuto ad abolire la Legge, ma a darle compimento, cioè pienezza, riempiendola di sé. La pietra perciò può diventare da simbolo di morte un segno di vita, attraverso il quale anche noi, oggi, discepoli di Gesù in questo nuovo millennio, possiamo costruire ponti di accoglienza e di cooperazione nel bene.

Il gesto di deporre pietre ai piedi del Crocifisso, fatto in questa Domenica nelle nostre Parrocchie, come anche nella Basilica Cattedrale durante il Giubileo della Vicaria della Beata Maria Assunta Pallotta, da alcuni Fedeli delle Parrocchie montaltesi, unitamente alla proposta delle intenzioni della Preghiera dei Fedeli, ci ha richiamati a questo impegno di conversione e di vita nuova, che si è subito concretizzato nell’offerta di doni e fondi per la Caritas diocesana.

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