Cristiani perseguitati: mons. Gallagher, in Medio Oriente “rischiano di scomparire”

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Vescovo“L’esodo forzato dei cristiani dal Medio Oriente lascia un vuoto nelle comunità che rischiano così di scomparire”. A lanciare l’allarme è stato questa mattina monsignor Paul Richard Gallagher, Segretario della Segreteria di Stato per i Rapporti con gli Stati,  nel suo intervento al terzo incontro di formazione missionaria promosso dal Centro per la cooperazione missionaria tra le Chiese della diocesi di Roma su “La nostra Chiesa è Chiesa dei martiri”, tema ripreso da un’affermazione di Papa Francesco. “Estremismi e fondamentalismi religiosi di diversa provenienza – ha osservato Gallagher – sono spesso all’origine delle ostilità contro i cristiani e contro i fedeli di altre minoranze religiose, a partire dal dilagare di gruppi armati di matrice fondamentalista, trasformatisi in organizzazioni terroristiche, che compromettono seriamente la sicurezza internazionale”. Il diplomatico vaticano ha quindi richiamato le leggi sulla blasfemia, con evidente riferimento al Pakistan, le gravi limitazioni alla libertà religiosa presenti in alcuni Paesi, la piaga del traffico illecito di armamenti. A questo si aggiunge “la continua destabilizzazione del Medio Oriente” che “ha aggravato le violenze contro le minoranze religiose, compreso i cristiani, costringendoli quotidianamente ad abbandonare le proprie case per fuggire dagli orrori della guerra e dalle persecuzioni”. “Sono davanti ai nostri occhi – ha aggiunto – le immagini dei nostri fratelli disperati che emigrano mettendo a rischio la loro stessa vita. L’esodo forzato dei cristiani dal Medio Oriente lascia un vuoto nelle comunità che rischiano così di scomparire”.

Dal 2003 ad oggi, “in Iraq il numero dei cristiani è diminuito da più di un milione a meno di 300mila. Nella sola città di Mosul, l’antica Ninive, che rappresenta una delle comunità cristiane più antiche, con una storia di oltre 1.700 anni, in una notte (6 agosto 2014) 150mila cristiani hanno lasciato le loro case e i loro villaggi, dopo essere stati derubati di tutti i loro averi”.
“In Nigeria, Boko Haram ha costretto alla fuga 100mila cristiani nella sola diocesi di Maiduguri, nella quale sono state distrutte 350 chiese. In Siria, poi, oltre agli orrori della guerra, che ha già causato oltre 260mila morti, non si contano i casi di ostilità. Ma anche in Libia la situazione dei cristiani è estremamente drammatica, infatti, a partire dal 2013 la maggior parte dei cristiani sono stati costretti ad abbandonare il Paese”. Le persecuzioni riguardano tutte le minoranze religiose, ha precisato Gallagher, ma i cristiani “sono il gruppo religioso che soffre maggiormente”. “Urgente e necessaria una cooperazione internazionale per fermare queste atrocità, ma anche per riaffermare in pieno il diritto alla libertà religiosa e condannare ogni tipo di discriminazione e di intolleranza per motivi religiosi in ogni angolo della terra, anche in Occidente”. Un pensiero, inoltre, alle quattro missionarie della Carità uccise nelle Yemen, “testimonianza tangibile e drammatica usque ad sanguinis effusionem” di amore per il prossimo. 

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