Parolin: “La misericordia non è ‘buonismo’, perché non è opera nostra…”

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Zenit
“La misericordia non è ‘buonismo’, semplicemente perché non è opera nostra…”. Scrive così il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, nella prefazione del libro I santi della misericordia. Itinerari a Roma e dintorni (Ecra, 2015), guida che suggerisce ai pellegrini itinerari spirituali e offre al lettore un profilo biografico sintetico di un santo o di una santa, alcune sue frasi o preghiere sulla misericordia, la sua presenza storica o testimoniale a Roma, curiosità, informazioni pratiche, contatti utili, segnalazioni di chiese e monumenti da visitare nei dintorni.
“Nel Giubileo straordinario della misericordia, i pellegrini che verranno a Roma potranno ripercorrere i passi compiuti da alcuni santi, avvalendosi dei suggerimenti di questa guida” sottolinea il porporato, spiegando che “gli itinerari proposti nei vari capitoli possono essere compiuti anche da chi non avrà la possibilità di recarsi fisicamente in chiese, monasteri, luoghi, tombe che costituiscono le memorie visibili riassunte in questo volume”.
“Scoprire o riscoprire le figure di martiri dei primi secoli e di santi più vicini cronologicamente alla nostra epoca – aggiunge Parolin – è anzitutto uno stimolo a sondarne la spiritualità, il carisma, ma soprattutto la capacità di abbandonarsi a Dio per compiere a nostra volta opere di misericordia corporale e spirituale”, proprio come auspicato da Papa Francesco. Il quale – scrive il Segretario di Stato – “non si stanca di ricordarci che verremo giudicati proprio su queste opere di misericordia, scaturite da un profondo rinnovamento interiore e non compiute per legalismo: se autentiche, ci rivelano come l’amore di Dio ci abbia cambiati fino a generare una vera accoglienza degli altri nella nostra vita”.

“Essere discepoli del Signore vuol dire mettere in pratica il Vangelo ogni giorno”, afferma il cardinale. “I santi conoscono per esperienza diretta questa verità e l’hanno testimoniata con la vita; hanno compreso nei fatti che la misericordia di Dio è luce di amore e tenerezza, portatrice intrinseca del Suo perdono”. Proprio questa è “la via privilegiata” per favorire “la comprensione tra le differenze e per far scaturire la pace dai conflitti”. “Non si tratta di buone intenzioni – spiega il porporato – nella loro carne viva i santi (uomini, donne, adolescenti e bambini) hanno avuto lo sguardo mite di Cristo sulla realtà, sulle situazioni concrete, anzitutto sulle persone che hanno incrociato il loro cammino terreno”.

Così – soggiunge Parolin – “umiltà e misericordia diventano lo stile per annunciare la Buona Notizia con la nostra vita. Perché il cristianesimo è una storia di uomini e donne, non una lista di concetti”. I santi ci aiutano pertanto “a comprendere che essere abbracciati dalla misericordia è un’esperienza tale da capovolgere positivamente la qualità delle relazioni, aprendoci al dono di noi stessi, via alla felicità non effimera”.
Dopo secoli i santi, “guariti da Cristo, ci fanno del bene e ci dicono con i fatti che le persone ferite hanno una speranza se permettono al Signore di accarezzare i loro cuori affannati, stanchi”. Questa “esperienza gratuita della misericordia innesca “dinamiche sorprendenti”, conclude il card. Parolin e augura a pellegrini e lettori di poterle sperimentare.

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