Diocesi “Rubrica dal carcere”… i detenuti ci raccontano i loro pensieri prima di andare a dormire

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carcereDIOCESI –  Prosegue la nostra “rubrica dal carcere” leggi i precedenti articoli curata dai volontari della nostra diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto del gruppo “Il Mosaico”. Ai detenuti è stato chiesto di parlare dei propri pensieri prima di andare a dormire.

La verità è che, la sera prima di andare a dormire, guardo le foto di mia figlia, della mia compagna e della mia adorata famiglia, foto che tengo attaccate sul muro sopra la mia branda.
Prego per tutti loro e per le persone che hanno bisogno.
Il pensiero di solito va a quando uscirò, sicuramente lavorerò nel campo dell’abbigliamento, accessori come borse, borsellini e cinture, perché mi sono reso conto che questa vita non porta a nulla e non vi nascondo che, a volte, mi sveglio durante la notte, mi guardo intorno e mi rendo conto sempre di più che in questi luoghi non ci dobbiamo venire perche perdiamo le cose più importanti. Per prima cosa perdiamo la presenza dei nostri figli, vederli crescere, portarli a scuola, avere tanto amore e dar loro tutto l’amore che devono avere da un padre presente.
In tutto questo la colpa è mia, perché mi sono messo nei guai e ho perso il vero valore della vita.
Ma io oggi mi ritengo un ragazzo, un uomo nuovo con pensieri diversi rivolti a una vita serena con la mia compagna e con i nostri figli. (Federico)

È notte fonda, nel letto mi giro e mi rigiro. Provo disteso, supino, provo a riprendere sonno, non c’è verso; metto le mani sotto il cuscino, ma nemmeno così mi calmo. Un frastuono nella mia testa ostacola la quiete necessaria! Così non può andare!
Mi accorgo che non è la posizione ad impedirmi di dormire e cambio di nuovo posizione. Guardo in alto, fisso il soffitto, sbuffo.
È inutile continuare così, ci vuole qualcosa che mi ridia serenità…si che mi rimetta sulla strada giusta!
A proposito di strade….quella vietta di campagna, proprio dietro casa mia che collega la periferia con la parte alta della città. Così uscivo di casa, salivo sul mio Beta 450 Enduro e premevo il tasto di avvio!
Già il sound dello scarico mi elettrizzae, aperto il cancello della recinzione, ingrano la prima e tutta la monotonia della giornata prende il verso giusto. Il motore sale di giri come la lancetta del tachimetro sul cruscotto. Sempre di più il vento fischia attraverso il casco e spinge sul giubbotto. Eccomi, imbocco la stradina!
Affondo l’acceleratore in discesa, curva a sinistra, salitona, curva lenta a destra…ammiro il panorama in lontananza, le case scorrono veloci ai lati della strada ad intermittenza tra giardini fioriti e campi aperti.
Felice la mia moto accompagna il mio entusiasmo in un destra-sinistra rapido.
Apro gli occhi, il sole illumina la stanza, è giorno!
Mi stiracchio un po’ e mi strofino gli occhi.
Stanotte è stata dura prendere sonno, ma subito il Beta mi ha guidato verso un tranquillo riposo trascorso tra l’adrenalina dei saliscendi del motore e della strada.
Qualche volta tutti abbiamo brutti pensieri che ci impediscono di dormire ma poi troviamo sempre quel ricordo, quell’emozione o quella fantasia che ci culla verso il dolce riposo tanto desiderato. (Alessio)

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