Messa a Ecatepec, il Papa tre tentazioni che ci degradano: ricchezza, orgoglio, vanità

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MessaZenit di Antonio Gaspari

“Questo tempo di Quaresima è un buon momento per recuperare la gioia e la speranza che ci dà il sentirci figli amati dal Padre”. Lo ha detto Papa Francesco nel corso dell’omelia nella Messa presso il Centro Studi di Ecatepec.

Il Pontefice ha ricordato che il Padre in cui crediamo “ci aspetta per toglierci le vesti della stanchezza, dell’apatia, della sfiducia e rivestirci con la dignità che solo una vero padre e una vera madre sanno dare ai loro figli, i vestiti che nascono dalla tenerezza e dall’amore”.

È il Dio del “Padre nostro”, che i cristiani celebrano in ogni Pasqua ed in ogni Eucaristia. Questo è, per Papa Francesco, “il sogno di Dio”: riscoprire di essere Suoi figli.

In quest’ottica la Quaresima è un tempo privilegiato quale tempo di conversione. Tempo in cui il sogno del Padre – ha detto Francesco – è minacciato dal maligno che mente, divide e genera conflitti, riducendo la società a “pochi e per pochi”, dove tanti, troppi soffrono perché violati nalle dignità.

La Quaresima allora è “tempo per regolare i sensi, aprire gli occhi di fronte a tante ingiustizie che attentano direttamente al sogno e al progetto di Dio”.

In particolare, il Papa ha indicato tre grandi tentazioni che cercano di degradare e di degradarci. La prima è la ricchezza, intesa “come possesso di beni che sono stati dati per tutti, utilizzati in modo egoistico. Ricchezza ottenuta procurandosi il pane con il sudore altrui, o persino con la vita altrui”. La seconda tentazione è la vanità: “Quella ricerca di prestigio basata sulla squalifica continua e costante di quelli che non sono nessuno”. Terza tentazione è l’orgoglio, ossia “porsi su un piano di superiorità di qualunque tipo, sentendo che non si condivide la vita dei comuni mortali”.

“Tre tentazioni – ha evidenziato il Pontefice – che cercano di degradare, di distruggere e di togliere la gioia e la freschezza del Vangelo. Che ci chiudono in un cerchio di distruzione e di peccato”. A questo proposito, ha domandato il Papa: “Fino a che punto crediamo che il prenderci cura dell’altro, il nostro preoccuparci e occuparci per il pane, il buon nome e la dignità degli altri sono fonti di gioia e di speranza?”

Abbiamo scelto Gesù e non il demonio; – ha affermato il Pontefice  – vogliamo seguire le sue orme, ma sappiamo che non è facile”. “Con il demonio – ha aggiunto a braccio – non si dialoga. Non si può dialogare, lui vincerà sempre e solo la forza della parola di Dio lo può vincere”

È ben noto cosa significa essere sedotti dal denaro, dalla fama e dal potere. Per questo motivo la Chiesa propone la Quaresima invitando alla conversione, certa che il Signore – ha sottolineato il Santo Padre – “ci sta aspettando e vuole guarire il nostro cuore da tutto ciò che lo degrada, degradandosi o degradando”.

La vera fama, infatti, il vero potere e la vera ricchezza si trovano solo nella Misericordia di Dio. Per questo Papa Francesco ha invitato i fedeli messicani, a fine omelia, a ripetere per tre volte: “Tu sei il mio Dio e in te confido”, in modo da sperimentare ogni giorno il Vangelo che – come è scritto nella Evangelii gaudium – “riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù” sapendo che con Lui e in Lui “sempre nasce e rinasce la gioia”.

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