FOTO Mercoledì delle Ceneri, Vescovo Carlo Bresciani: “Siamo un granello di polvere che Dio Ama”

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DIOCESI – L’origine del Mercoledì delle Ceneri è da ricercare nella più antica prassi penitenziale.
Originariamente il Sacramento della Penitenza non era celebrato infatti secondo le modalità attuali.
La Celebrazione del Mercoledì delle Ceneri nasce così a motivo della celebrazione pubblica del Sacramento della Penitenza; essa costituiva il Rito che dava inizio al cammino di penitenza dei Fedeli, che sarebbero stati assolti dai loro peccati la mattina del Giovedì Santo.
Nel tempo poi il gesto dell’Imposizione delle Ceneri si estese a tutti i Fedeli e la Riforma liturgica dell’ultimo Concilio Ecumenico ha ritenuto opportuno conservare l’importanza di questo segno.
La semplice ma coinvolgente Liturgia del Mercoledì delle Ceneri conserva questo duplice significato, che è esplicitato nelle formule di imposizione: “Ricordati che sei polvere, e in polvere ritornerai” e “Convertitevi, e credete al Vangelo”. Sembrerebbe che l’antica formula (Ricordati che sei polvere… ) è più strettamente legata al gesto di versare le Ceneri, mentre la nuova formula (Convertitevi… ) esprime meglio l’aspetto positivo della Quaresima, che con questa celebrazione ha il suo inizio ufficiale.
Si potrebbe azzardare una soluzione rituale molto significativa nel poter unire insieme l’antica e la nuova formula che, congiuntamente, esprimerebbero certo al meglio il significato della celebrazione: “Ricordati che sei polvere, e in polvere tornerai; (dunque) convertiti e credi al Vangelo”.

Durante la Santa Messa celebrata presso la Chiesa Cattedrale Madonna della Marina, mercoledì 10 febbraio, il Vescovo Carlo Bresciani durante l’omelia ha affermato: “LL’imposizione delle ceneri sul nostro capo é un segno esterno che indica la nostra volontà di metterci in un cammino di conversione.
La cenere è il materiale più semplice, più umile che noi poniamo sul nostro capo per ricordarci esattamente chi siamo di fronte a Dio. Siamo un granello di polvere che Dio Ama.
Da una parte è un gesto di umiltà da parte nostra ma dall’altra è riconoscere che nella nostra immensa povertà, la bontà di Dio ci viene incontro.
Questo gesto ci introduce anche nella quaresima, un tempo favorevole che Dio ci dona.
A breve pubblicheremo l’omelia integrale.”

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