Padre Pio, amico dei giovani

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Padre PioZenit, di Carlo Climati

Una folla immensa ha accolto, a Roma, le spoglie di Padre Pio. La cosa più bella è stata vedere tantissimi giovani in fila per incontrare ed amare questo grande santo, che ancora oggi affascina il mondo intero.

La vita di Padre Pio è un esempio perfetto d’amore per la Chiesa e di instancabile dedizione agli altri. Ed è proprio di questo che abbiamo bisogno.

Non ci servono sacerdoti che fanno politica o che si perdono in aride attività di pura filantropia. Abbiamo bisogno di pastori come Padre Pio, che hanno trascorso la loro vita nel confessionale, donando conforto a tante anime.

Per questa ragione possiamo considerare Padre Pio un grande amico dei giovani.

Non a caso, una delle immagini più belle delle Giornate Mondiali della Gioventù è quella dei tanti ragazzi che vanno a confessarsi. È lo specchio di ciò che le nuove generazioni desiderano trovare nella Chiesa: la purezza del Cristianesimo. Né più, né meno.

La vita di Padre Pio racchiude tutto questo: l’affascinante semplicità del messaggio cristiano e la costanza dell’impegno per gli altri, anche nei momenti tristi in cui non si viene compresi.

Non dimentichiamo, infatti, che Padre Pio provò il dolore della persecuzione, senza mai scoraggiarsi e senza mai smettere di volere bene al Papa e alla Chiesa.

L’incontro con le spoglie di Padre Pio, a Roma, ha rappresentato una meravigliosa opportunità per scoprire la vita di questo grande santo. Chissà quanti giovani hanno potuto conoscerlo e restare affascinati dal suo esempio.

Purtroppo, in questi giorni, non sono mancate anche le polemiche. Ci sono state critiche durissime e perfino parole offensive nei confronti di Padre Pio e delle persone che hanno fatto la fila per incontrarlo.

L’atto d’amore e di devozione nei confronti del santo è stato ingiustamente attaccato dai cosiddetti “cattolici adulti”, che non sopportano l’idea di un sacerdote che ha dedicato la sua intera vita al confessionale.

Il termine “cattolico adulto” racchiude una profonda superbia. Esprime l’idea di un cattolico che si sente migliore e più evoluto degli altri.

Il cattolico adulto pensa: “Sono io che ho capito tutto. Gli altri sono solo dei bigotti attaccati alle loro stupide devozioni”.

I cattolici adulti credono in una specie di religione “fai da te”. Spesso vivono di contraddizioni, senza rendersene conto. Si battono per i diritti umani, ma sono favorevoli all’aborto e all’utero in affitto. Proclamano la pluralità e la libertà d’espressione, ma etichettano come “integralisti” quelli recitano il Rosario o ammirano Padre Pio.

I cattolici adulti hanno sempre il Concilio Vaticano II in bocca. Ne parlano continuamente. Ma ne danno un’interpretazione distorta, in totale discontinuità con ciò che c’è stato prima. Il loro errore fondamentale è quello di voler annacquare il Cristianesimo, riducendolo ad una dimensione orizzontale di semplice filantropia ed impegno nel sociale.

La piaga dei cattolici adulti ha toccato, purtroppo, anche i pastori e gli educatori, che dovrebbero rappresentare una solida guida per i giovani.

Alcuni ragazzi mi hanno raccontato che il loro parroco considera il Rosario “roba da antiquariato”. Preferisce parlare dei diritti umani e organizzare raccolte di firme per le iniziative più bizzarre. Se una persona desidera confessarsi, troverà sempre il confessionale vuoto, perché i preti della sua parrocchia sono impegnati in frenetiche attività che non hanno nulla di spirituale.

A che cosa servono sacerdoti come questi? I giovani non hanno bisogno di ridicoli doppioni che parlano il linguaggio dei politici o dei cantanti rock. C’è bisogno, invece, di pastori come Padre Pio, che insegnino a pregare, a confessarsi, a ricevere l’Eucaristia con rispetto, a farsi un esame di coscienza ogni sera, prima di addormentarsi.

È questo che cambia veramente la vita. E se cambieremo la nostra vita, potremo anche cambiare il mondo.

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