Ipsia, gli studenti “ribelli” volontari in Caritas

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Di Caterina Piunti

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – All’Ipsia di S.Benedetto si è deciso di trasformare le sospensioni dalle attività scolastiche degli alunni con comportamenti eccessivi, in attività di volontariato alla Caritas. E’ un’idea già sperimentata anni fa ed ora ripresa in un progetto che si chiama “Volontaria…mente” volto a modificare i comportamente inaccettabili di alcuni studenti in termini educativi, usando la sanzione in modo emendativo, perché la punizione si converta in tempo di lavoro proficuo e solidale.

In pratica l’allievo sospeso svolge le attività che sono proprie dei volontari nella sede della Caritas, con la supervisione di un docente dell’Ipsia. Gli scopi educativi che la scuola si prefigge con la sanzione sono l’esercizio all’autocontrollo, alla tolleranza, al potenziamento delle abilità relazionali. Quale ambiente migliore per concretizzarli della Caritas? La sede di via Madonna della Pietà è ogni giorno fervente di iniziative grazie al lavoro di tanti volontari: centro di ascolto, distribuzione vestiti e generi alimentari, servizio docce e lavanderia, ambulatori con medici e specialisti a servizio gratuito, consulenza legale, cucina dove si preparano 80 pasti al giorno per chi voglia prenotarsi per il pranzo. I primi allievi sono già al lavoro.

Tra Ipsia, settore odontotecnici e Caritas si è riparlato, nell’occasione, del progetto “Protesi sociale”, già attuato anni fa, volto a fornire prestazione odontotecniche agli utenti del centro.

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