“Gesù non è né giudice, né comandante: Egli è lo Sposo dell’umanità”

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papa francesco angelus

VATICANO – Il miracolo di Gesù alle nozze di Cana non riguarda solo gli sposi ma rappresenta la “chiamata” per ogni persona ad incontrare il Signore come “Sposo della sua vita”. Lo ha detto papa Francesco, durante l’Angelus, commentando il Vangelo di oggi (Gv 2,1-11).

Accogliendo la sollecitazione di sua Madre, il Signore compie il primo dei suoi miracoli, “segni straordinari che accompagnano la predicazione della Buona Notizia”, con “lo scopo di suscitare o rafforzare la fede in Gesù”.

A Cana, Egli manifesta un “atto di benevolenza” verso gli sposi, ovvero “un segno della benedizione di Dio sul matrimonio. L’amore tra l’uomo e la donna – ha ricordato il Pontefice – è quindi una buona strada per vivere il Vangelo, cioè per incamminarsi con gioia sul percorso della santità”.

C’è tuttavia una natura ‘sponsale’ che lega il Figlio di Dio ad ogni persona che, per mezzo del Battesimo riceve la fede come dono di Dio. “La fede – ha spiegato il Papa – attraversa tempi di gioia e di dolore, di luce e di oscurità, come in ogni autentica esperienza d’amore”.

La vicenda delle nozze di Cana, poi, ci invita a “riscoprire che Gesù non si presenta a noi come un giudice pronto a condannare le nostre colpe, né come un comandante che ci impone di seguire ciecamente i suoi ordini; si manifesta come Sposo dell’umanità: come Colui che risponde alle attese e alle promesse di gioia che abitano nel cuore di ognuno di noi”, ha aggiunto il Santo Padre.

Da qui, il consueto invito di Francesco al discernimento: “Davvero conosco il Signore così? Lo sento come Sposo della mia vita? Gli sto rispondendo sulla lunghezza d’onda di quell’amore sponsale che Egli manifesta ogni giorno a me e ad ogni essere umano?”.

In altre parole, Gesù ci sta cercando e ci sta invitando a “fargli spazio nell’intimo del nostro cuore”, avvinandoci ad un “cammino di fede”, in cui Lui non ci lascia mai soli, poiché “abbiamo ricevuto il dono del Sangue di Cristo”.

Mutando l’acqua in vino a Cana, Gesù esprime un “segno del passaggio dall’antica alla nuova alleanza: al posto dell’acqua usata per la purificazione rituale, abbiamo ricevuto il Sangue di Gesù, versato in modo sacramentale nell’Eucaristia e in modo cruento nella Passione e sulla Croce – ha spiegato il Pontefice -. I Sacramenti, che scaturiscono dal Mistero pasquale, infondono in noi la forza soprannaturale e ci permettono di assaporare la misericordia infinita di Dio”.

Papa Francesco ha poi rivolto un’invocazione alla Vergine Maria, perché “ci aiuti a riscoprire con fede la bellezza e la ricchezza dell’Eucaristia e degli altri Sacramenti, che rendono presente l’amore fedele di Dio per noi”.

“Potremo così innamorarci sempre di più del Signore Gesù, nostro Sposo, e andargli incontro con le lampade accese della nostra fede gioiosa, diventando così suoi testimoni nel mondo”, ha poi concluso il Santo Padre, prima di passare alla recita della preghiera mariana.

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