Ideologia del Gender, quali ricadute per la famiglia

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ANCARANO – Ideologia del Gender: quali ricadute per la famiglia”: questo il titolo dell’incontro formativo tenutosi giovedì 7 gennaio presso l’auditorim comunale di Ancarano: a relazionare sul tema Gianfranco Amato, avvocato e presidente nazionale dell’associazione Giuristi per la Vita, che ormai da qualche anno gira l’Italia in difesa e a tutela della famiglia naturale e dei valori etico- cristiani.

All’iniziativa, promossa dal Comitato Famiglia e Libertà, dal coordinatore per la provincia di Teramo dell’Associazione Nazionale Famiglie Numerose e dall’Associazione Umbrata di Sant’Egidio alla Vibrata, erano presenti anche molte autorità civili e religiose: oltre, infatti, al sindaco di Ancarano Angelo Panichi, al sindaco di Sant’Egidio alla Vibrata Rando Angelini e al presidente dell’unione dei Comuni della Val Vibrata Leandro Pollastrelli c’erano anche il parroco di Ancarano don Devis, il parroco di Paolantonio don Marco Di Gioisia, don Florindo da Sant’Egidio alla Vibrata nonché il vescovo di Ascoli Piceno Mons. Giovanni d’Ercole, che ha ribadito come la famiglia sia l’istituzione voluta e pensata da Dio come fondamento e base della società umana.

Molte in sala le persone presenti, in particolare molti genitori, particolarmente interessati e sensibili all’evoluzione della tematica dell’ideologia del Gender che, tra i suoi obiettivi principali, sembra avere proprio l’istituzione scolastica in quanto luogo primario di formazione dell’identità.

Dopo aver chiarito cosa si intenda con l’espressione “ideologia del gender”, traducibile in italiano con “identità di genere” ( e cioè l’idea per cui il genere maschile o femminile non è definibile in base ad una struttura biologica ma in base alla percezione, soggettiva e variabile, che un individuo ha di se stesso), l’avvocato Gianfranco Amato ha preferito limitarsi – come da lui stesso affermato – ad esporre una serie di fatti, privati di qualsiasi commento ma comunque inconfutabili, a dimostrazione di come la teoria del Gender sia ormai diffusa capillarmente non solo in Europa ma anche in Italia, e che non sia una mera invenzione o una “truffa culturale”, come invece sostenuto da molti negazionisti.

Sempre più numerose infatti sono gli esempi nell’arte, nella cultura, nella moda, nello spettacolo, nel potere che mirano a fornire modelli di individui “neutri”, persuasi a non doversi definire nè maschi nè femmine, ma “gender fluid”, apparentemente nuovi perché liberi dalle categorie sociali archetipe ma definite ormai obsolete: una tendenza demoniaca volta a creare confusione, a destabilizzare e destrutturare la base antropologica della società umana e della famiglia. Un processo che sembra inarrestabile ma davanti al quale non ci si può arrendere e contro il quale si può ancora agire facendo sentire, armati di fede e coraggio, la propria voce e il proprio dissenso.

Tanti, per questo, i rimandi ad alcune chiare e precise parole di Papa Francesco, capaci di far luce in un mondo cattolico oggi sempre più spesso in confusione circa queste tematiche, che ha definito il gender come una “bomba atomica abbattutasi sulla società odierna” e a quelle altrettanto esplicite del cardinale Bagnasco, il quale ha invitato tutti ad “un risveglio delle coscienze in difesa della libertà di educazione dei più giovani” e in opposizione alla creazione, attraverso una manipolazione ideologica, di una società fluida e debole composta da individui indifferenziati, forgiati da un’idea di sessualità legata al divenire, ma fondamentalmente confusi, soli e senza futuro. 

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