FOTO I Re Magi a Montelparo

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Di Giuseppe Mariucci

MONTELPARO – Nella chiesa di Sant’Agostino di Montelparo, come da tradizione trecentennale , la Stella Cometa è salita di nuovo altissima e sfavillante, con i suoi 185 lumini a olio appena accesi, dietro all’altare maggiore!

La cerimonia è stata suggestiva e di grande presa emotiva.

Il Priore-Parroco di San Michele Arcangelo in Montelparo, padre Agostino Maiolini, preceduto da impeccabili figuranti che rappresentavano i Re Magi e i Pastori, si introduceva con una breve processione, accompagnata dai canti e dalle preghiere dei presenti, dal fondo della chiesa per iniziare la funzione religiosa.

Essa prevedeva, al “Gloria” eseguito dalla Corale Petrocchini, l’innalzamento della Stella Cometa: ed è stato questo, come sempre, il momento più emozionante!

Quest’usanza la dice lunga circa la partecipazione e la religiosità del popolo montelparese che è riuscito a mantenerla per tutti questi anni!

Oggi ha anche il merito, tra l’altro, di portare in questa chiesa e per quest’occasione (come per il Natale) tantissima gente da ogni dove!

E anche nel particolare presepe, ideato, creato e realizzato da Padre Giovanni Mazzoni, sono apparsi i Re Magi che l’hanno completato in tutto il suo splendore!

L’omelia di Padre Agostino, poi, ha avuto il merito di suscitare in tutti i presenti, interesse e meraviglia per questo “Bambino Gesù” che, nato in un luogo sconosciuto e lontanissimo, è ricordato ancora in tutto il mondo cristiano (dopo oltre 2000 anni) con grande amore, fervore e gratitudine!

….E le befane?
Anche in questa serata, come oramai consuetudine dopo la Messa, non potevano mancare! Bruttissime ma buonissime! Hanno atteso tutti all’interno del Chiostro Agostiniano e, per la felicità dei tantissimi bambini, hanno distribuito caramelle, dolciumi e soprattutto regali per tutti loro!

Grande festa, quindi! Soprattutto nei piccoli, si diceva, ma anche i grandi si sono fatti coinvolgere dalle cerimonie rievocative, dai canti, dalla spiritualità, dal clima di festa e di partecipazione collettiva (e Dio solo sa quanto ce n’è oggi bisogno) in una rigida serata, ma soltanto in quanto a temperatura meteorologica esterna!

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