A tu per tu con Emidio Curzi dell’enoteca “Semi di Vino”

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SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA – Da circa un anno a Sant’Egidio alla Vibrata, lungo il Corso Adriatico, l’enoteca “Semi di Vino” è al servizio di tutti gli amanti e i fruitori di vino, per i quali è diventata ormai un punto di riferimento da “visitare” per le piccole e grandi occasioni: a gestire questa attività e a consigliare i clienti sulla scelta dei prodotti ci sono Emidio Curzi, 32 anni di Sant’Egidio alla Vibrata, esperto nel settore, e sua madre Olga Sorgi, addetta alle vendite e titolare del negozio: al primo abbiamo chiesto di raccontarci come, quando e perché è nata quest’attività e come nel tempo si è affermata sul territorio.

Emidio, quando è nata l’idea di aprire questa attività?

Tutto ha avuto inizio dalla mia passione per il vino nata tanto tempo fa: per 12 anni, infatti, ho lavorato nel settore vitivinicolo presso l’azienda Ciù Ciù nella cantina di Acquaviva e grazie a quest’esperienza lavorativa ho avuto modo di acquisire competenze e conoscenza dei vini, soprattutto di Marche e Abruzzo.

Da qui e dalla mia naturale propensione per le vendite, è nata poi l’idea di mettermi in “proprio” e così ho deciso di aprire un’enoteca a Sant’Egidio alla Vibrata, che ho inaugurato il 7 dicembre 2014. Nel mio locale rappresento cinque- sei aziende importanti come Ciù Ciù, Vagnoni Molina, Colle Frisio, Antonutti, Villa Armellina, anche a livello di ingrosso e offro anche una vetrina dei marchi vitivinicoli noti ai più, locali e non, che però non sono il punto forte della mia attività. Chi viene qui cerca infatti soprattutto lo sfuso di qualità, sia esso di Ciù Ciù, sia esso quello certificato della Valle del Sole, un’azienda di Offida a conduzione familiare che da oltre 40 anni produce un vino biologico ottimo, dato che oggi le famiglie cercano soprattutto questo, un vino cioè che contenga pochi solfiti.

Il nostro ipotetico cliente, quindi, si trova di fronte ad una vastissima scelta e davanti a dei prezzi da ingrosso: proprio per questo si rivolgono a me sia privati sia persone che hanno un attività attinente alla ristorazione.

La tua è stata una scelta un po’ insolita visto che negli ultimi tempi molte attività hanno dovuto al contrario chiudere i battenti: cosa ti ha spinto ad intraprendere questa strada?

Io sono nato per questo, sentivo che questa era la strada giusta per me, nonostante avessi uno stipendio in un’azienda affermata. Dentro di me nutrivo infatti il desiderio di “camminare da solo”, mettermi alla prova: ho sempre creduto di potercela fare perché avevo la certezza dentro di me che questo mestiere, se non lo ami, non lo puoi improvvisare.

Secondo te, quindi, quali caratteristiche deve avere una persona per entrare in un mercato come quello del vino?

Di certo è necessaria una conoscenza a 360 ° del mercato ma soprattutto del prodotto in sé. La chiave di svolta di questo mestiere è, infatti, saper anche scovare piccole aziende o piccoli produttori di qualità e riuscire a farli conoscere al grande pubblico visto che negli ultimi tempi molte aziende affermate stanno trasferendo la produzione all’estero e sono solo poche quelle che puntano ad essere ancora presenti e forti sul nostro territorio.

Come avete affrontate la questione “crisi”?

In questo settore fortunatamente non si avverte molto la crisi, in primis perché il nostro paese è un grande consumatore ed esportatore di vino e poi anche perché qui, soprattutto nella nostra zona, c’è una diffusa cultura del mangiare e del bere, difficile da sradicare. Il nostro è un settore molto vasto e variegato ma se tieni duro ce la puoi fare. Dal canto nostro, poi, cerchiamo sempre di andare incontro alle esigenze del cliente e consegnargli il prodotto finito, pronto già per essere regalato e consegnato. Infine, cerchiamo di essere in linea con le “ultime tendenze” del settore, ovvero cerchiamo di  mettere a disposizione dei nostri clienti anche prodotti un pò speciali, come il vino con un’etichetta bio-vegan, un vino cioè concimato con derivati non animali. I consumatori, infatti, sono molto interessati a questo tipo di prodotti e per questo, a  Natale, abbiamo anche realizzato dei cesti natalizi nei quali ai vari prodotti vitivinicoli abbiamo abbinato anche, ad esempio, marmellate biologiche.

Ci sono dei progetti futuri sui quali stai già lavorando?

Ho un’idea nel cassetto: vorrei dotare il locale di alcune cisterne e prendere così anche un vino abruzzese, nello specifico di Chieti . E’ ancora solo un’idea, però ci si può lavorare: speriamo che vada presto in porto!

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