Taizé: una piccola fraternità aprirà a Cuba

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Zenit

Si è concluso il 1° gennaio a Valencia, in Spagna, il 38esimo incontro ecumenico promosso dalla Comunità di Taizé, che era iniziato il 28 dicembre scorso. Gli oltre 30mila partecipanti, ospitati come tradizione da famiglie e parrocchie del luogo, hanno preso parte a seminari, conferenze e intensi momenti di preghiera.

Risonanza ha avuto l’annuncio che ha fatto fr. Alois, priore della Comunità, nel corso dell’ultima “meditazione” dei giovani a Valencia. Il priore ha detto che dal mese di febbraio due fratelli della Comunità di Taizé si trasferiranno a Cuba dove apriranno una piccola fraternità di “accoglienza e condivisione”.

Sempre durante l’ultima “meditazione”, fr. Alois ha risposto ai giovani che chiedevano cosa potesse fare la Chiesa per vincere la violenza. “Mostriamo – ha risposto il priore, parlando anche delle sue esperienze in Libano e Siria – che la Chiesa è una comunità di amore, aprendoci a coloro che ci circondano, esercitando l’ospitalità, difendendo gli oppressi, condividendo ciò che abbiamo”.

A Valencia sono stati ospitati 11 giovani migranti musulmani provenienti da Sudan e Afghanistan. Fr. Alois ha quindi invitato l’Europa ad aprire le sue porte a quanti chiedono ospitalità, giacché “fraternità e misericordia devono essere estese anche a tutta la creazione perché la solidarietà con il creato è uno dei modi per costruire la pace”. Secondo il priore, “ciascuno può creare un futuro di pace, scegliendo uno stile di vita sobrio e di condivisione con i fratelli vicini e lontani per costruire un’Europa i cui popoli siano più solidali gli uni con gli altri e un’Europa più solidale con gli altri continenti”.

Il prossimo incontro della Comunità di Taizé si terrà a Riga, capitale della Lettonia. Presenti a Valencia anche l’arcivescovo cattolico di Riga, Zbigņevs Stankevičs, e l’arcivescovo della Chiesa evangelica luterana di Lettonia, Janis Vanags. A proposito di ecumenismo, fr. Alois ha annunciato che dal 28 aprile al 1° maggio sarà a Bucarest, in Romania, per celebrare la Pasqua insieme agli ortodossi.

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