“Portate sempre un Vangelo nella borsa”. L’appello del Papa all’Angelus

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AngelusZenit, di Federico Cenci

Affidarsi a Maria e contemplare il Vangelo. Sono queste le due indicazioni che papa Francesco ha offerto durante l’Angelus di ieri, nella prima domenica dell’anno, al fine di “conoscere Gesù e portarlo agli altri”.

Il Santo Padre commenta dinanzi una piazza San Pietro gremita e baciata dal sole il Vangelo del giorno, tratto da San Giovanni, nel quale si legge che “il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”. Francesco spiega che “quella Parola, che dimora nel cielo, cioè nella dimensione di Dio, è venuta sulla terra affinché noi la ascoltassimo e potessimo conoscere e toccare con mano l’amore del Padre”.

Tuttavia – rileva papa Bergoglio – si evince nel Vangelo anche “la drammaticità dell’Incarnazione”, dovuta al fatto che gli uomini non hanno accolto la Parola, “hanno chiuso la porta in faccia al Figlio di Dio”, commenta il Papa a braccio. Si tratta – ha proseguito – del “mistero del male che insidia anche la nostra vita e che richiede da parte nostra vigilanza e attenzione perché non prevalga”.

“Guai a noi se lo lasciamo entrare – ha ammonito il Vescovo di Roma -; sarebbe lui allora a chiudere la nostra porta a chiunque altro”. Proseguendo sulla scia allegorica delle porte che si aprono e si chiudono, ha quindi invitato “a spalancare la porta del nostro cuore alla Parola di Dio, per diventare così suoi figli”.

Un invito contenuto già nel “solenne inizio del Vangelo di Giovanni” che è stato proclamato nel giorno di Natale. “È l’invito della santa Madre Chiesa ad accogliere questa Parola di salvezza, questo mistero di luce”, commenta il Papa. Il quale sottolinea: “Se lo accogliamo, – se accogliamo Gesù -, cresceremo nella conoscenza e nell’amore del Signore, impareremo ad essere misericordiosi come Lui”.

Una lezione di significativa importanza in questo Anno Santo della Misericordia. Per questo – indica ancora il Pontefice – dobbiamo accostarci al Vangelo “per conoscere Gesù e portarlo agli altri”. Perché “indicare e donare agli altri Gesù” è “la vocazione di ogni battezzato”.

Per far questo, però, è necessario conoscere e avere dentro di noi Gesù, “come Signore della nostra vita”, colui che – rileva il Papa con un riferimento alla Genesi – “ci difende dal male, del diavolo, che è sempre accovacciato dietro la porta e vuole entrare”.

Per tener fuori il maligno, un sicuro rifugio risiede nello sguardo materno di Maria. Francesco torna a indicare in lei la compagna a cui, “con un rinnovato slancio di abbandono filiale”, bisogna affidarsi. “La sua dolce immagine di madre di Gesù e madre nostra – la sua riflessione – la contempliamo in questi giorni nel presepio”.

Nel corso dei saluti seguiti all’Angelus, papa Francesco torna a dare un consiglio a lui caro: “Tutti i giorni leggere un brano del Vangelo, un passo, per conoscere meglio Gesù e così farlo conoscere agli altri”. Prima della consueta richiesta di pregare per lui, il Santo Padre ha dunque affermato: “Portate sempre un piccolo Vangelo con voi, nella borsa”.

Ha infine ricordato “l’impegno che – dice – ci siamo presi a capodanno, Giornata della Pace, sul tema: Vinci l’indifferenza e conquista la pace”. Un compito che – ha concluso – “con la grazia di Dio potremo metterlo in pratica”.

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