Marco Sprecacé: S. Tommaso Moro, ispirazione per una politica che abbia come fine il servizio alla persona

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Il Giubileo Straordinario della Misericordia apre la sua Porta anche ai vituperati politici. I rappresentanti della vita pubblica, infatti, verranno coinvolti nelle iniziative giubilari in quanto custodi e garanti del bene comune, dunque, della politica. Essa non può riguardare solamente i nostri governanti, perché la “politica” rappresenta una dimensione costitutiva dell’essere umano, gli appartiene quindi in maniera totale e solo attraverso tale dimensione, l’uomo scopre il valore del bene comune. Valore che è prerogativa della politica ma è altresì vero che esso è un dovere che ognuno di noi dovrebbe coltivare.

Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare, che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare, che io possa avere soprattutto l’intelligenza di saperle distinguere.” affermava San Tommaso Moro, grande uomo politico e importante consigliere del re Enrico VIII d’Inghilterra. La storia lo ricorda come l’uomo che ha rifiutato di accettare il re come capo della Chiesa d’Inghilterra e di disconoscere il primato del Papa. A causa del suo rifiuto dovette subire un processo con l’accusa di altro tradimento e nel 1535 fu decapitato. Quattrocento anni dopo, nel 1935, venne canonizzato da Papa Pio XII come Santo Martire della Chiesa Cattolica.

Numerosi ed esigenti sono i compiti che attendono i responsabili della vita pubblica. E’ proprio pensando a questo che, nel contesto del Grande Giubileo dell’Anno 2000, il Santo Padre Giovanni Paolo II, volle offrire il sostegno di uno speciale Patrono: il Santo martire Tommaso Moro.

“La sua figura -affermava San Giovanni Paolo II- è veramente esemplare per chiunque sia chiamato a servire l’uomo e la società nell’ambito civile e politico. L’eloquente testimonianza da lui resa è quanto mai attuale in un momento storico che presenta sfide cruciali per la coscienza di chi ha responsabilità dirette nella gestione della cosa pubblica. Come statista, egli si pose sempre al servizio della persona, specialmente se debole e povera; gli onori e le ricchezze non ebbero presa su di lui, guidato com’era da uno spiccato senso dell’equità. Soprattutto, egli non scese mai a compromessi con la propria coscienza, giungendo fino al sacrificio supremo pur di non disattenderne la voce. Invocatelo, seguitelo, imitatelo! La sua intercessione non mancherà di ottenervi, anche nelle situazioni più ardue, fortezza, buon umore, pazienza e perseveranza. È l’auspicio che vogliamo corroborare con la forza del sacrificio eucaristico, nel quale ancora una volta Cristo si fa nutrimento e orientamento della nostra vita. Vi conceda il Signore di essere politici secondo il suo Cuore, emuli di san Tommaso Moro, coraggioso testimone di Cristo e integerrimo servitore dello Stato.”

Dalla vita di san Tommaso Moro scaturisce un messaggio che attraversa i secoli e parla agli uomini di tutti i tempi della dignità inalienabile della coscienza. Proprio per la testimonianza, resa fino al martirio, del primato della verità sul potere, san Tommaso Moro è venerato quale esempio imperituro di coerenza morale. E anche al di fuori della Chiesa, specie fra coloro che sono chiamati a guidare le sorti dei popoli, la sua figura viene riconosciuta quale fonte di ispirazione per una politica che si ponga come fine supremo il servizio alla persona umana.

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