Passa il Capodanno al cinema Margherita tra film e risate

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FILMCUPRA MARITTIMA – Il Cinema Margherita di Cupra Marittima in occasione delle feste natalizie presenta due eventi speciali che vanno ad arricchire la programmazione natalizia. Infatti sabato 2 gennaio 2016 alle ore 17.oo si terrà lo spettacolo teatrale Coup de foudre (Colpo di fulmine), messo in scena da Teatro Pachuco.
Si consiglia la prenotazione al numero 329 7020664 oppure online cliccando https://docs.google.com/forms/d/1FTDCFyAuOQZosSDYoMKZzup5NS3yKw868zLr-wKbB0A/viewform
Lo spettacolo è organizzato dal Cinema Margherita con No man’s Island e con la collaborazione dell’associazione “Blow up”

Però gli appuntamenti speciali inizieranno il 31 dicembre 2015, quando si svolgeràCapodanno al Cinema, una serata speciale in cui sarà possibile vedere due film straordinari:

  • Risate di gioia di Mario Monicelli, con Totò, Anna Magnani, Ben Gazzara, Fred Clark, Gina Rovere. È l’unico film in cui la Magnani e Totò recitano insieme. Il soggetto è tratto da due novelle, Le risate di Gioia e Ladri in Chiesa, pubblicate nei Racconti Romani di Alberto Moravia. Risate di gioia rappresenta l’anteprima della nuova rassegna cineforum che il Cinema Margherità dedica al cinema ritrovato.
  • Perfect Day di Fernando León de Aranoa, con Benicio Del Toro, Tim Robbins, Olga Kurylenko, Melanie Thierry, Fedja štukan. Il film è stato presentato in concorso nella sezione Quinzaine des Réalisateurs al festival di Cannes 2015

Il Cinema Margherita invita tutti a partecipare a un modo alternativo di salutare l’arrivo del nuovo e per brindare insieme.
Ingresso alla serata € 15.00

Risate di gioia: “Nella notte di San Silvestro Gioia Pennicotti (A. Magnani), che fa la comparsa a Cinecittà dove è chiamata Tortorella, incontra casualmente il vecchio amico Umberto Pennazzutto (Totò) detto Infortunio, ridotto a far da palo al ladro Lello (B. Gazzara). Per un equivoco Tortorella crede che Lello voglia corteggiarla e finisce in prigione al suo posto. Tratta da due racconti (Le risate di Gioia, Ladri in chiesa) di Alberto Moravia, sceneggiato da Suso Cecchi d’Amico, Age & Scarpelli, è Scarpelli, è una notturna commedia buffa dai risvolti tristi che contano e pesano più della facciata, appoggiata a due malinconici personaggi di vinti dalla vita cui si aggiunge Lello, diseredato come loro, ma più lucido e ribelle. M. Monicelli dosa con sapienza comicità e amarezza, crepuscolarismo e satira di costume, affidandosi al godibilissimo duetto di una Magnani bionda e bravissima e di un Totò in grande forma. Gazzara, americano di origine abruzzese, s’inserisce agevolmente tra i due. (www.trovacinema.it)

“Monicelli, dopo il successo ottenuto con I soliti ignoti e La grande guerra decide di tornare a lavorare con Totò in un ruolo questa volta da protagonista affiancandogli Anna Magnani. La quale si mostra inizialmente riluttante temendo che la prestazione richiestale non sia all’altezza delle sue precedenti. […] il resto la profonda amarezza che connota e connoterà il lavoro di uno degli indiscussi Maestri del cinema italiano trova qui ampio spazio di espressione. Perché il boom economico che sembra aver trasformato la vita di un’intera società non ha toccato tutti e i personaggi del film, compreso l’elegante Lello interpretato da un Ben Gazzara in pieno understatement, sono fondamentalmente dei perdenti per i quali la precarietà si è fatta legge quotidiana. Perennemente alla ricerca di qualche motivo di speranza e costretti a un contegno che dissimuli la loro povertà materiale e culturale attraversano la notte di Capodanno cercando di non farsi gettare via come le suppellettili che vengono lanciate dalle finestre. Tra acconciature rifatte e ricordi della guerra non sono pronti per entrare nella nuova era che non ha posto per loro destinati al ruolo di tredicesimi a tavola.” (Giancarlo Zappoli – la Repubblica)

Nella grande tradizione che va da “To Be or Not to Be” a “M.A.S.H.”, “Perfect Day” è una commedia capace di raccontare la guerra con le armi dell’ironia e del divertimento. I protagonisti di questa movimentata avventura sono quattro operatori umanitari impegnati nei Balcani nel 1995, a guerra appena finita. La loro missione è rimuovere un cadavere da un pozzo, per evitare che contamini l’acqua della zona circostante. La squadra, guidata dal carismatico Mambrú (del Toro), comprende Sophie (Thierry), ingenua idealista appena arrivata dalla Francia, la bella e disinibita Katya (Kurylenko) e l’incontenibile B (Robbins), volontario di lungo corso e allergico alle regole. Dopo una rocambolesca serie di eventi, i quattro capiranno che si tratta di un compito più difficile del previsto, in un paese in cui anche trovare una corda può diventare un’impresa impossibile.  (www.trovacinema.it)

“Il cinema di Fernando Leon de Aranoa, dai pomeriggi al sole con Bardem, passando per i documentari di impegno sociale e per la lettura del romanzo del romanzo di Paula Farias “Dejarse Llover”, salta in avanti con questo capitolo, pur restando fedele ad una poetica delle piccole cose e dei piccoli momenti. Come i suoi antieroi lavorano con pazienza a mettere un po’ d’ordine nel caos, il regista spagnolo lavora con mezzi semplici a fotografare la labirintica complessità della vita e ne esce un racconto realistico ed emblematico insieme, nel quale però la metafora non è schiacciante né pregiudicante.
Merito di una sceneggiatura più che buona, dove tutto torna senza che ne avvertiamo la meccanica, o almeno senza che si avverta la forzatura in tale meccanica, perché perfettamente giustificata dal tema del film, che ha a che fare con i ricorsi della Storia così come con la capacità degli uomini di aggrovigliare tragicamente la matassa già di per sé imperscrutabile del destino. Senza lanciarsi in discorsi troppo alti ed estranei al film, rimanendo ben ancorato a terra, alla ricerca di una banale corda o di un pallone da calcio, Aranoa parla del dramma della guerra meglio di tante immagini dal fronte, confuse e roboanti. Come nelle opere migliori, Perfect Day tratta di relazioni, e trova davvero un valore aggiunto nel cast internazionale e nel lavoro di Benicio Del Toro in primis, che tiene la nota di base, grave e mai patetica, su cui possono improvvisare quella più comica di Tim Robbins, quella maliziosa (solo in apparenza) della Kurylenko, quella più ingenua (e un poco al limite) di Mélanie Thierry.
L’ironia della sorte, ci dice Aranoa, non è sempre quella di passare dalla padella alla brace, mentre fuori piove: a volte, come accade in questo finale, si può sorridere, con meno amarezza, del movimento contrario, dalla brace alla padella. Fuori, comunque, piove. (Marianna Cappi – mymovies.it)

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