Direttore Pietro Pompei: “Gli Auguri si mescolano a grande Speranza”

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Tratto dal nostro giornale diocesano

DIOCESI – Questo numero del settimanale giungerà nelle case dei nostri lettori nel clima festoso del S.Natale e della fine-principio anno. Viene spontaneo scambiarsi gli AUGURI  per un futuro sempre migliore. Questa è la consuetudine, presupponendo il presente in discrete condizioni e, pertanto, in grado di farci sognare nuove soddisfazioni. Ma il nostro presente è veramente così solido da invogliarci a guardare con serenità il futuro? Un’ottima notizia ci giunge dal Cop 21 di Parigi, dal tendone di Le Bourget, dove 195 paesi hanno firmato un accordo sui cambiamenti climatici con lo scopo di contenere l’aumento della temperatura ben al di sotto di 2 gradi e sforzarsi di mantenerla a 1,5, il che consentirebbe di limitare significativamente i rischi e gli impatti del riscaldamento.

All’indomani della conclusione della Conferenza dell’ONU sul clima, papa Francesco, all’Angelus, ha esortato “l’intera comunità internazionale a proseguire con sollecitudine il cammino intrapreso, nel segno di una solidarietà che diventi sempre più fattiva”. Ed ha commentato: la Conferenza di Parigi si è risolta “con l’adozione di un accordo, da molti definito storico”, tuttavia “la sua attuazione richiederà un corale impegno e una generosa dedizione da parte di ciascuno”,  auspicando che “venga garantita una particolare attenzione alle popolazioni più vulnerabili”.

Le raccomandazioni del Santo Padre hanno un senso perché basta allargare un po’ l’orizzonte che ci impantaniamo in una sequela di perturbazioni che ci vengono dai cosiddetti punti caldi della terra, dove giornalmente i morti si accumulano ai morti, quasi che la vita  sia un momentaneo incidente. Le statistiche, poi, giocano a dare i numeri e ci ritroviamo tra milioni di esseri umani in perenne movimento alla ricerca di un luogo dove poter mettere una tenda. Sono gli esodi dei nostri tempi: intere popolazioni cacciate dalla prepotenza altrui, per ripetere quello che fu la nostra storia e che ora, per fortuna, resta solo sui libri. Come si fa a rimanere indifferenti di fronte a centinaia di migliaia di bambini che sono in attesa di un po’ di cibo e un sorso d’acqua: figli scheletriti che ci buttano in faccia il nostro spreco giornaliero? Storie che vorrebbero apparire lontane, se il mondo, diventato improvvisamente piccolo, non ce le gettasse giornalmente in casa. Uno degli aspetti parossistici del progresso è quello di farci conoscere celermente i danni che spesso il progresso stesso compie. Come non accomunare i luccichii festosi degli addobbi sparsi anche negli slum della nostra città, ai grappoli di bombe al fosforo con la loro luce perversa ad illuminare cadaveri ridotti a livide maschere? La guerra è guerra, si dice, essa è più atroce quando la si vuole ammantare di buone parole. La globalizzazione  ha fatto del mondo un villaggio, accomunando gioie e dolori. Nel contempo ha portato gli usi e i costumi altrui a sradicare tradizioni e a turbare consuetudini. E così anche il S.Natale e le altre feste hanno sapori diversi ad aggiungere solchi tra le generazioni. Sparito il focolare, ne ha seguito la strada anche il presepe, angolo dove la religione, fatta di poche certezze, si mescolava al sentimento. E il panettone e il torrone si intervallavano ai numeri della tombola strillati dai bambini, a cui gli adulti aggiungevano rime e filastrocche di una cultura tramandata oralmente. I giovani oggi scalpitano, ci sono i Mc Donald’s, le pizzerie, le discoteche come forza centrifuga ad annacquare i sentimenti. Queste feste hanno sapore solo nelle famiglie e non possono risolversi in uno sbrigativo scambio di doni e in abbracci e baci che si misurano con la sorpresa. Non vagheggiamo una famiglia arcaica e saremmo presi per pazzi se volessimo tornare ad “ceppo natalizio”. Il nostro AUGURIO  vuole attingere ad una pace e serenità che dalle case si possano spandere verso tutta la società.

Per gli AUGURI al prossimo numero che sarà l’ultimo per quest’anno, a ricominciare con domenica 17 gennaio. In questo c’è l’invito ad abbonarsi con un piccolo aumento come ci ricorda da tanti anni l’indimenticabile carissimo Pink : Abbonarsi conviene. 

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