Comunanza, tutto pronto per il Presepe Vivente “Dall’anno zero alla contemporaneità”

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Di Massimo Cerfolio

COMUNANZA – “Te piace o’ presepio?”: è questa la domanda, che riassume la più famosa commedia di Eduardo De Filippo nel 1931, “Natale in casa Cupiello”.
Luca Cupiello, attende con ansia il Natale per poter preparare il presepe.
Vorrebbe che tutti lo amassero allo stesso modo e con la stessa passione, con cui lui per senso morale, religioso e di valore umano dedica il suo tempo per la realizzazione del presepe. In modo figurato, rendendolo vivo, anche Comunanza rispetta quei valori con il “presepe vivente”, che giunge alla sua trentottesima edizione. Uno dei primi realizzati nella Regione Marche.

Il 26 Dicembre il centro storico della città cambierà completamente volto trasformandosi in uno spaccato dell’anno zero: con botteghe, mestieri, accampamenti militari, bivacchi, mercati, scuole, case patrizie, ostelli, locande e tutto quello che può portarci nella vita della Betlemme di oltre duemila anni fa, riposizionata e coniugata con l’architettura del centro storico Comunanzese. Tre sono i livelli di lettura del presepe 2015, il primo è quello della Betlemme a cui abbiamo fatto cenno, il secondo è quello sacro, con quadri che rappresentano l’Annunciazione, l’incontro di Maria con Elisabetta, il matrimonio con Giuseppe e la spettacolare Natività iscritta sulla collina alla fine del percorso. Terzo livello di lettura, forse quello più inaspettato e innovativo, è quello della contemporaneità. Ci sono ancora molte zone del nostro piccolo mondo dove il messaggio di speranza e solidarietà contenuto nella Natività fa fatica ad affermarsi, dove quell’energia che attraversa la spina dorsale del pianeta nel mese di dicembre non riesce a farsi largo e resta tristemente soffocata.
Nell’allestimento 2015 sono stati creati degli spaccati che queste situazioni vogliono rappresentare, con il preciso intento di darne non solo memoria, ma soprattutto testimonianza, con la speranza che la luce della Natività riesca ad illuminare le menti di quei luoghi dove ancora l’essere umano stenta ad essere tale.

Un 2015 dunque diverso, che vuole riposizionare la città di Comunanza come punto di riferimento per questo genere di manifestazioni, dove accanto alla straordinaria partecipazione popolare di centinaia di figuranti, sia possibile respirare il senso profondo di quell’antica tradizione italiana che è il presepe. Motivo per cui chiunque voglia visitare il presepe vivente di Comunanza il 26 Dicembre, non potrà esimersi dal rispondere alla domanda di Luca Cupiello “Te piace o presepio?”.

Comunanza

 

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