Regno Unito: il “Bus della misericordia” per portare il Giubileo nelle strade delle città

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busDi Silvia Guzzetti

Un bus a due piani con la foto di Papa Francesco ben visibile e tre sacerdoti pronti a benedire e confessare, ma anche soltanto chiacchierare. È una delle iniziative avviate dalla diocesi di Salford, nel nord dell’Inghilterra, per celebrare l’Anno della misericordia indetto dal Papa.

Preti, volontari e musica.L’hanno chiamato “Bus della misericordia” (Mercy bus) e girerà le città del nord Inghilterra, durante la Quaresima, per raggiungere chi non è mai andato in chiesa o se ne è allontanato. All’esterno una pubblicità decorativa che offre il “Sacramento della riconciliazione o Confessione”, “Una benedizione per la tua vita” e “Una chiacchierata”. Dentro tre sacerdoti a completa disposizione dei passanti. Attorno giovani volontari che suonano musica religiosa dal vivo, attirando l’attenzione dei passanti, e offrono medagliette benedette dal Papa incoraggiando i passanti a salire a bordo. “Siamo stati ispirati dal Papa che, quando era cardinale in Argentina, faceva messe all’aperto, nei bassifondi più poveri”, spiega don Frank Mulgrew, uno dei sacerdoti disponibili sul bus. “Questo andare di Francesco tra la gente comune, che sta viaggiando verso il posto di lavoro o portando i figli a scuola, è una grande testimonianza dell’amore e della compassione di Dio e anche un’importante opera di evangelizzazione che, con questo nostro bus, cerchiamo di imitare”.

“Vogliamo uscire dal comfort delle nostre chiese e incontrare le persone nei luoghi che abitano ogni giorno per portare loro l’amore di Dio”.

Al via in febbraio. Il bus della misericordia verrà benedetto dal vescovo John Arnold, responsabile della diocesi di Salford, il prossimo 6 febbraio, primo sabato di Quaresima, e comincerà a girare centri commerciali, scuole e prigioni, posti che non vengono raggiunti, di solito, dai sacramenti della riconciliazione e dall’Eucarestia. Dalle 11 del mattino fino alle 16, ogni sabato, fino a Pasqua, don Frank Mulgrew e altri due sacerdoti, don Michael Cooke e don Duncan McVicar, faranno tappa a Manchester, Salford, Burnley e Blackburn, centri del nord di Inghilterra “per imitare l’esempio di Gesù che parlava nelle sinagoghe ma portava il messaggio del Vangelo anche agli angoli delle strade, sulle cime delle colline, a cena a casa della gente”, aggiunge don Mulgrew.

 

L’“effetto” Papa. “Incontro moltissimi cattolici che si sono allontanati dalla chiesa, ma parlano così volentieri del Papa”, continua don Mulgrew.“Francesco ci ha proprio spianato la strada offrendoci un motivo di conversazione con persone che non vanno a messa da anni e forse non l’hanno mai fatto”.Grazie a quello che ha fatto e sta facendo questo Papa possiamo comunicare con loro. Francesco, col suo esempio, ha creato un ponte, una testimonianza per portare la gioia e la speranza di Dio nella vita di persone lontanissime da Dio”.

 

Anche una Porta santa. Il bus della misericordia è soltanto una delle tante iniziative avviate dalla diocesi di Salford per l’Anno della misericordia. Vi saranno anche ritiri guidati e una Porta santa “mobile” che entrerà in tutte le scuole elementari e secondarie, incoraggiando gli alunni a costruirvi attorno una loro liturgia, che porti a riflettere su come si possa diventare più compassionevoli. Per non parlare dei “Mercy Brothers”, una banda di quattro sacerdoti e seminaristi che porteranno il loro spettacolo, dedicato alla bontà e all’amore di Dio, in scuole e parrocchie cattoliche.Sempre la diocesi di Salford ha anche reso disponibili, per ritiri e momenti di preghiera, luoghi di pellegrinaggio come Wardley Hall, dimora medioevale, dove abita il vescovo diocesano.

Basta una conversione. Don Mulgrew spiega che basterà anche soltanto il ritorno di una persona al sacramento della riconciliazione, dopo anni di lontananza, a giustificare il tour del bus, che verrà pubblicizzato anche sui media laici della diocesi di Salford. “Certo speriamo che Dio abbia più materiale in magazzino per noi”, dice ancora il sacerdote che ammette che non è facile uscire dalle quattro sicure mura della chiesa per scendere per strada. “Prego moltissimo per prepararmi e dico a Dio che, anche se da solo non ho la forza, col suo aiuto ce la farò”.

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